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Piano di fabbisogno all'Istat: ancora da cambiare alcuni passaggi

In fase di approvazione il documento al prossimo Consiglio di giovedì 23 ottobre

20/10/2014
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Venerdì 17 ottobre è stata inviata ai sindacati per osservazioni scritte l'ultima versione del Piano di fabbisogno 2014-2016 dell'Istat. La prima bozza, inviata a marzo scorso, era stata all'origine di una lunga mobilitazione, che aveva portato l'Istat a riconsiderare il documento e ad aprire un tavolo sulle proroghe per tutti i precari ai sensi del Dlgs 368/2001. Mentre negli scorsi giorni si è "incagliato" il tavolo di fronte ad una incomprensibile impuntatura della delegazione dell'amministrazione, l'Istat si appresta a varare il suo Piano triennale di fabbisogno.

La questione principale su cui c'era stata la mobilitazione a marzo ed aprile era stata già risolta con la bozza precedente, di settembre: il 50% delle risorse del turnover 2012-2015 (cioè il massimo previsto) è assegnato infatti ai "concorsi speciali", riservati, in applicazione del DL 101/2013, al personale che al 31 ottobre aveva un'anzianità di almeno 3 anni a tempo determinato. Incassiamo dunque la conferma della chiusura positiva di questa vicenda.

Rispetto alle ulteriori osservazioni e richieste che erano state fatte dalla FLC CGIL nel corso dell'incontro del 15 settembre scorso ci sono due elementi negativi. Non si registrano  passi avanti sulla "nuova"  proporzione tra le assunzioni da concorso al II e al III livello, e, nella parte in cui si accenna al tavolo di contrattazione sulle proroghe dei contratti a tempo determinato, è stata accolta la nostra richiesta di togliere un riferimento errato al Decreto D'Alia, ma insieme ad esso è stata espunto anche il riferimento corretto inserito dall'amministrazione nella precedente bozza. 

Le modifiche richieste dalla Flc Cgil che sono state accolte riguardano la parte che intendeva come “definitivo” l’accantonamento nel fondo per il salario accessorio per le procedure ex art. 53 e 54 (che è stata tolta) e l'eliminazione di ogni riferimento, nella parte riguardante le collaborazioni esterne, alla procedura per il conferimento di incarichi di collaborazione coordinata e continuativa

Abbiamo inviato una nota in cui ricapitoliamo i punti che secondo noi vanno cambiati  prima della prevista approvazione in Consiglio d'Istituto nella seduta del giovedì 23 ottobre 2014. 

Nella nota abbiamo ovviamente ribadito  ciò che resta, con le modifiche positive adottate dall'Istat, delle ragioni di fondo del nostro dissenso originario, cioè il fatto che, essendo di fronte ad una condizione di emergenza, l'ordinaria gestione dei legittimi fabbisogni deve essere sostituita da uno straordinario sforzo per indirizzare le risorse esistenti al fine di massimizzare l’immissione in ruolo del personale precario, anche al di là della questione del 50% destinato ai concorsi speciali riservati. Viceversa, tra concorsi da II livello e concorsi da III livello orientati ad altro rispetto all'assunzione di personale oggi a termine, il quadro resta oggettivamente preoccupante: i 372 precari hanno fino al 2016 una prospettiva che in un'ipotesi a dir poco ottimistica riguarderà circa 70 assunzioni ("sicure" 41 per il concorso speciale e 20 tra i residui vincitori del concorso di VI livello, il resto dalla roulette dei concorsi da III in avvio).

Riportiamo di seguito sinteticamente le due principali questioni che abbiamo sollevato nelle osservazioni inviate all'amministrazione.

1) Permane l’anomala sproporzione delle risorse tra le assunzioni al II e al III livello, già segnalata a settembre. Non ci saremmo mai aspettati che si stravolgesse addirittura quanto scritto nei bandi di concorso, invertendo le proporzioni fra il numero di assunti previsti fra i due livelli. E’ completamente inusuale e illogico rimodulare la proporzione originaria (40 posti al III livello e 20 al II), prevedendo 16 assunti al II livello e solo 13 al III. La spiegazione aggiunta nella nuova bozza richiama lo “stato più avanzato” dei concorsi di II livello rispetto a quelli di III, e l’obiettivo piuttosto enigmatico di “minimizzare le somme residue”. Se si tratta semplicemente di un modo per dire che presumibilmente nei concorsi da II molti tra i vincitori saranno lavoratori oggi inquadrati al III livello, per chiarire il punto sarebbe necessario quanto meno aggiungere alla fine del paragrafo la destinazione degli eventuali residui riguarderà principalmente i vincitori dei concorsi di III livello, al fine di ristabilire la proporzione originale. Abbiamo ricordato che a questo programma di concorsi di II livello, contenuto nei piani di fabbisogno dell'Istat dal 2009-2011, avevamo opposto l'esigenza di sostituire i concorsi con nuove procedure ex articolo 15, o semplicemente di scorrere le graduatorie degli idonei dell’ultima applicazione contrattuale, tentando con ogni sforzo di reperire risorse diverse da quelle del turnover.

2) Nella parte relativa ai contratti a tempo determinato, quando si fa cenno al confronto con le organizzazioni sindacali per “addivenire ad un accordo” sulle proroghe, è stato tolto, come da noi richiesto, il riferimento non tecnicamente corretto al DL 101/2013. Ma è stata espunta anche la frase precedente, che legava l’accordo sulle proroghe alle “attività connesse ai censimenti e agli impegni assunti in base a rapporti con soggetti nazionali, comunitari e internazionali come sopra evidenziato”. Questa eliminazione del tutto incomprensibile, letta insieme al punto di crisi raggiunto in questi giorni nella trattativa sull’accordo, assomiglia molto ad una non casuale provocazione.

La FLC CGIL ha ribadito la propria perplessità sull'istituto della mobilità, in quanto ricade sul turnover. Sulle assunzioni di personale disabile abbiamo apprezzato la maggiore chiarezza sui numeri, ma abbiamo colto l’occasione per stigmatizzare la mancata informazione preventiva su alcune acquisizioni tramite l’istituto del comando, avvenute nelle ultime settimane.

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