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Il tempo all'Istat è un concetto relativo

Ancora caos per la gestione delle presenze in sede ad aprile

12/04/2022
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NUOVO ORDINE DI SERVIZIO: 

ANCORA CAOS PER LA GESTIONE DELLE PRESENZE DI APRILE

IL TEMPO ALL’ISTAT È UN CONCETTO RELATIVO

Nel tardo pomeriggio di venerdì 8 aprile è arrivato un nuovo ordine di servizio (il numero 64) collegato ai “rientri”: quello della DCAP, la direzione che si occupa - tra le altre cose  - della logistica.

L’ordine di servizio prevede, nonostante la “fine dell’emergenza” al 31 marzo, una serie di prescrizioni di sicurezza, derivanti in parte dalle decisioni del medico competente di Roma e dell’RSPP, in parte da problemi delle sedi:

  • la distanza fra le “sedute” deve essere di almeno 2 metri

  • è vietato ruotare sulla stessa scrivania (ciascun dipendente può utilizzare solo una postazione di lavoro)

  • per la sede di via Balbo i “piani” dovrebbero prevedere per ciascuna direzione la presenza ogni giorno del 50% di personale, per rispettare la normativa antincendio

  • i turnisti possono rientrare al 100% perché “in fase di prima applicazione” “il turno antimeridiano, complementare a quello pomeridiano”, conta come “1 sola presenza giornaliera”. Peccato che vi siano 2 ore e 45 di compresenza dei turnisti con turno antimeridiano e pomeridiano, dalle 12 alle 14.45!

  • a via Depretis 74 sono stati rilasciati il 4° e 5° piano, quindi per i piani 1°, 2° e 3° le planimetrie non sono ancora disponibili. Aggiungiamo che la sede presenta un livello di degrado insostenibile

  • nella sede di piazza Marconi, dopo la nuova decisione del medico competente (del 7 aprile) le stanze del mezzanino permangono “interdette” per il mese di aprile, ma “ulteriori aggiornamenti” potrebbero sempre arrivare…

L’Ods riporta che “sono state individuate per ogni struttura organizzativa (Direzione), le planimetrie degli spazi ad uso ufficio rispettivamente assegnati presso ogni sede istituzionale della città di Roma, con indicazione degli asset esistenti, nonché le postazioni individuate con una “X” che non rispettano tale requisito in quanto trattasi di scrivanie adiacenti o che, pur non avendo la caratteristica delle scrivanie adiacenti, non possono essere utilizzate a causa di ulteriori prescrizioni tecniche. Viene allegato altresì il file Excel con l’indicazione dei nominativi dei dipendenti associati alle rispettive stanze nelle relative sedi di assegnazione e per Direzione/Servizio di appartenenza.

In caso di segnalazione in planimetria di una “X” sulla postazione per scrivanie adiacenti, è utile precisare che tale indicazione deve intendersi come alert per evidenziare una postazione non utilizzabile qualora tutti gli occupanti siano compresenti mentre è utilizzabile nel caso di rotazione del personale in grado di garantire il rispetto della distanza di 2 mt tra le sedute”.

Innanzitutto, segnaliamo che nella figura di esempio in seconda pagina, che dovrebbe chiarire l’utilizzo delle postazioni contrassegnate con la “X”, la seconda condizione è scritta in modo errato (dovrebbe essere scritto: “... e del dipendente C” e non “e/o del dipendente C” come riportato nel testo).

Cosa più grave, di planimetrie e file excel non c’è traccia sulla Intranet, quindi i dipendenti sono tuttora in attesa di indicazioni dal dirigente!

Facciamo notare che siamo all’11 aprile e ancora non ci sono regole chiare e che quindi la nostra proposta di prolungare, almeno per tutto il mese, le regole sul lavoro a distanza di marzo, si rivela ogni giorno che passa come l’opzione più ragionevole. La situazione dei turnisti appare sempre più assurda e ingestibile, mentre la possibilità di continuare ad usare il timbratore virtuale (valorizzando il turno) sarebbe stata semplice e in grado di garantire la sicurezza di tutti.

Riteniamo inoltre che le planimetrie e i file excel debbano essere pubblici, o perlomeno che a ciascun dipendente debba essere comunicata la propria condizione, in modo da potere organizzare il proprio lavoro e la propria vita. 

Non è possibile continuare con una gestione “autonoma” dei codici 605 da parte delle direzioni, come successo a marzo, mese in cui alcuni dirigenti “concedevano” più o meno giornate di “605” sulla base di oscuri criteri.

Deve essere garantita un’adeguata pulizia della sede di via Depretis.

Per gli uffici territoriali, citati nel titolo e nelle premesse dell’ordine di servizio, non ci sono particolari indicazioni, nemmeno per i colleghi di Catanzaro, che a tutt’oggi sono privi di sede.

Infine i cosiddetti “piani” non possono imbrigliare la programmazione delle attività dei lavoratori, che hanno diritto alla flessibilità prevista dal CCNL. 

I due ordini di servizio (62 e 64) impattano in maniera importante sull’organizzazione dei tempi di vita-lavoro di tutti i dipendenti. Entrambi sono stati pubblicati il venerdì, il primo addirittura è stato firmato dopo la chiusura dell’orario di lavoro dell’istituto, creando disagi e problemi ai lavoratori che non sapevano cosa avrebbero dovuto fare il giorno dopo, e costringendo alcuni dipendenti a lavorare ben oltre alle 19 (saranno stati pagati gli straordinari?).

Riteniamo che questa tempistica sia completamente sbagliata e poco rispettosa nei confronti di tutti i dipendenti! Si sapeva da mesi che il 31 marzo sarebbe finita l’emergenza sanitaria, da due anni il lavoro all’Istat è organizzato in modo da poter essere svolto completamente da remoto. Non c’era e non c’è alcuna necessità di fare tutto all’ultimo momento e in maniera poco lineare!

Non è certo solo per il lavoro a distanza che si procede con questa tempistica. Ricordiamo ad esempio che per bandire un concorso ci vogliono anni, per espletarlo molto di più, le indennità di mobilità (coatta) del 2016 non sono ancora state pagate, il conto terzi è perso in un continuo rinvio, le indennità RUP e DEC continuano ad essere sospese… 

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