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ISTAT: un piano di fabbisogno per un ente che risparmia

Aumentano ancora i pochi posti a concorso quest'anno, scarse prospettive per il futuro

18/05/2018
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Durante l'incontro del 15 maggio, il direttore generale ha illustrato alcune modifiche apportate al Piano di fabbisogno presentato il 24 aprile, senza fornire una nuova versione.

Nel 2018 i posti a concorso al I livello saranno 12 e non 10, quelli da II aumenteranno di 5 posizioni, così come quelli da III. Non è chiaro se si tratta effettivamente di posti aggiuntivi o di semplici "anticipazioni" di quelli già previsti per il triennio. Al contrario, gli scorrimenti al VI livello previsti nel 2020 si ridurrebbero da 30 a 15. I bandi dei concorsi per il I, II e III livello nelle intenzioni dell'amministrazione dovrebbero uscire entro il 30 giugno 2018.

E' evidente che chiedere semplicemente "più posti per tutti", come hanno fatto in modo differente e legittimamente le varie organizzazioni sindacali, presenti o meno al tavolo, è - a risorse date - utopistico e inutilmente declamatorio. E' infatti vero che la spesa per il personale si attesta intorno al 60%, con un margine di 35-45 milioni di euro rispetto all'80% previsto come "tetto massimo" dalla legge. Ma gran parte di quelle risorse sono oggi impiegate dall'Istat per le sue spese correnti: indagini, sedi, acquisti di beni e servizi.

Il margine assunzionale reale è quindi di fatto insufficiente a recuperare i pensionamenti degli scorsi anni. Se si continua con questo trend è anzi probabile che si arrivi alla fine del decennio con almeno 200 persone in meno presenti stabilmente all'Istat rispetto al 2010. E' il risultato delle scelte di riorganizzazione dell'Istituto operate dal presidente Alleva, criticate su questo punto ripetutamente ma in perfetta solitudine dalla FLC CGIL. Scelte improntate principalmente al risparmio, e che hanno "contrattato" col governo un utilizzo di risorse proprie sia per la stabilizzazione dei precari, sia - soprattutto - per l'implementazione dei censimenti permanenti, per i quali a regime l'Istat otterrà solo 26 milioni di euro all'anno: circa un terzo di quanto si era ottenuto per i censimenti del decennio precedente. Un anno fa chiedevamo per l'ennesima volta un impegno a chiedere fondi adeguati e contemporaneamente a risparmiare sulle spese per beni e servizi. Nonostante il gran vanto del direttore generale, non ci pare di percepire allo stato attuale un grande risultato su questo punto. Ad oggi gli unici a generare risparmi sono i lavoratori dell'Istat, che - in numero minore - producono di più. 

La nostra richiesta principale al tavolo è stata quella di inserire nel piano la "regolarità" nel tempo dei concorsi, promessa più volte fatta dal Presidente e dai direttori negli scorsi mesi al personale. Quello che manca infatti ancora è - appunto - uno sguardo di lungo periodo. 

Abbiamo espresso perplessità sulla drastica riduzione degli scorrimenti al VI livello (anzi, continuiamo a chiedere un minimo scorrimento anche della graduatoria di IV livello), visto anche l'andamento dei pensionamenti sui profili tecnici e amministrativi.

D'altra parte sul I livello non ci sembra necessario un ulteriore incremento dei posti a concorso, anzi abbiamo ribadito la richiesta di scorrere le attuali graduatorie.

Anche in seguito alle novità prodotte dalla giurisprudenza chiediamo con forza di sostituire i posti al I e II livello con scorrimenti e nuovi concorsi articolo 15.

E' stato inserito - come avevamo chiesto - nel Piano di fabbisogno l'impegno a bandire il 54 nel 2019. Abbiamo insistito sull'inserimento anche dell'impegno a chiudere quest'anno il 53. Su questo punto rimandiamo a un'apposita comunicazione.

E' stato "sfumato" il riferimento ai comandi.

Sul concorso da funzionario di V livello per le categorie protette c'è stato un confronto con la provincia di Roma, in base al quale l'amministrazione sembrerebbe orientata a aprire il concorso a tutti coloro che hanno i requisiti (quindi anche agli interni Istat) e non solo ai disoccupati. La questione va chiarita meglio, permettendo di partecipare al concorso tutti i lavoratori Istat che hanno i requisiti e valorizzandone la professionalità attraverso una riserva o titoli specifici.

Abbiamo chiesto di prevedere un utilizzo dei residui per allargare i posti allo stesso scopo, di avere un confronto prima dell'uscita dei bandi e un'area per gli uffici territoriali e per le aree penalizzate la scorsa volta, di formalizzare un impegno a non utilizzare contratti precari e a risolvere la questione del riconoscimento dell'anzianità a tempo determinato.

Il giorno successivo abbiamo inviato una nota dettagliata con le nostre richieste, in attesa di vedere una nuova versione del documento.

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