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Piano di fabbisogno ISTAT 2017-2019: novità e aspetti critici

Il consiglio ha approvato la variazione di bilancio e l'aggiornamento del piano

16/08/2017
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Il 28 luglio scorso, come preannunciato, il Consiglio dell'Istat ha approvato - tra le altre cose - la variazione di bilancio e il conseguente Aggiornamento del Piano di fabbisogno.

Il documento integra il Piano triennale 2017-2019 approvato il 26 aprile, nel corso di una seduta che si era chiusa anticipatamente dopo l'intervento di una delegazione di lavoratori in assemblea che chiedeva di rinviare il varo del piano. In seguito a quella giornata il presidente Alleva scrisse una lettera al personale e il direttore generale una nota con minacce di provvedimenti disciplinari. Dopo la dura reazione dei sindacati, il presidente ha incontrato le segreterie nazionali di FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA e ANPRI e nel mese di luglio le direzioni hanno organizzato vari incontri "riparatori" con il personale. Registriamo che - con 3 mesi di ritardo - nel merito sono state accolte molte delle osservazioni della FLC CGIL del 19 aprile scorso. Allora non solo le richieste della FLC CGIL erano rimaste inevase, ma qualsiasi proposta di dialogo era stata respinta dall'amministrazione, arrivando all'approvazione del piano in maniera unilaterale e con una fretta ingiustificata.

  • Sono stati quantificati con maggiore precisione i costi relativamente ai tempi di assunzione, calcolando solamente i ratei mensili di spesa necessari e considerando i casi di doppia o tripla idoneità.
  • Tutti i precari saranno stabilizzati entro il 2017, quindi nessuna tranche è prevista nel 2018. L'assunzione avverrà presumibilmente a ottobre o novembre di quest'anno.
  • Anche le assunzioni degli idonei degli ultimi concorsi di III e II livello avverranno anticipatamente tutte nel 2017 e non nel 2018 come prevedeva il vecchio piano. Tutte le assunzioni dovranno comunque attendere il provvedimento ministeriale che definirà i costi assunzionali.
  • E' previsto lo scorrimento parziale anche delle graduatorie di III livello del 2004, una richiesta ribadita negli anni dalla FLC CGIL e alla quale sembrava essersi opposto un muro di gomma inspiegabile. Lo scorrimento, che sarà effettuato con criteri di "proporzionalità", consentirà peraltro di alleggerire l'attuale procedura per le progressioni di livello (art. 54) nel profilo CTER, visti i numerosi colleghi di ruolo idonei ai concorsi del 2004. Secondo la tabella presente nel documento approvato a fine luglio, nel 2017 saranno effettuati 21 scorrimenti (14 interni e 7 esterni). Riteniamo che si possa incrementare questo numero, in virtù dei costi decisamente ridotti delle assunzioni di personale interno, e a eventuali rinunce.
  • Sono aumentati i posti dei futuri concorsi al III livello, che passano da 12 a 24.
  • Anche per le graduatorie di VI livello ci sono novità nell'aggiornamento approvato. Già nel 2017 saranno infatti effettuati scorrimenti per "circa il 10%" degli idonei presenti in ciascuna graduatoria, che dovrebbero corrispondere a 16 posti (9 esterni e 7 precari). Lo scorrimento poi "proseguirà comunque negli anni prossimi". Nel documento sono infatti previsti ulteriori 29 scorrimenti nel 2019. I numeri sono leggermente diversi da quelli dichiarati nel corso dell'incontro che si era svolto a luglio e anche rispetto alla nota pubblicata sulla Intranet il 31 luglio, che parlava di un "ampliamento dello scorrimento delle graduatorie di VI livello oltre le 20 unità di personale già nel 2017". Immaginiamo che queste discrepanze siano da attribuire alla presenza in graduatoria di personale precario, anche in profili diversi, che potrebbe quindi scegliere di essere assunto attraverso il canale riservato. Chiederemo in ogni caso chiarimenti alla prima occasione.

Diamo atto al Consiglio di avere preso in considerazione le argomentazioni sindacali - sia in termini tecnici che politici - rendendo il piano maggiormente equilibrato, anche se ulteriori risorse aggiuntive avrebbero potuto consentire una risposta più esaustiva ai problemi di fabbisogno e di valorizzazione professionale dell'Istituto, nonché alla possibilità di creare nuova occupazione.

Permangono alcune criticità, in particolare osserviamo ancora la mancanza di una reale programmazione degli interventi assunzionali nei prossimi anni in base ai fabbisogni dell'Istituto.

  • La scelta delle graduatorie alle quali attingere sembra dettata solamente da pur importanti ragionamenti generali di "equilibrio" del Piano, mentre non sono chiare le politiche assunzionali future. Se quindi condividiamo la scelta politica di rifiutare il ricorso a nuovi contratti precari per il futuro, meno chiari sono gli orizzonti concorsuali dei prossimi anni.
  • La dirigenza dell'Istituto ha ripetuto più volte negli scorsi mesi di fronte al personale che sarebbe finita l'era dei concorsi spot, perché ogni anno sarà bandito un concorso. Di questo però non c'è traccia nel piano né nel suo aggiornamento. I posti previsti per i nuovi concorsi sono ancora troppo pochi, 24 al III livello e 6 al II. Un primo modo per incrementarli è quello di ridurre i 14 posti a concorso previsti al I livello, utilizzando le graduatorie vigenti per le figure professionali necessarie.
  • Prima di bandire nuovi concorsi riteniamo che si debba in ogni caso compiere un ulteriore ragionamento, sia sulle risorse (anche in vista del finanziamento per i censimenti permanenti), sia sulla rispondenza ai fabbisogni. Ad esempio:
    • Le eventuali rinunce che si dovessero verificare nello scorrimento delle graduatorie già previsto possono liberare risorse per un ulteriore intervento sullo stesso livello.
    • Nell'aggiornamento si prevede che tutti i posti al III livello debbano riguardare solo i ricercatori, mentre potrebbe essere necessario un concorso anche nel profilo di tecnologo, in particolare nel settore informatico e in quello amministrativo.
    • Al II livello 6 posti sono davvero pochi e nella scelta andrà certamente tenuto conto del fatto che negli ultimi concorsi c'è stata una diversa considerazione, sia in sede di scelta iniziale delle aree professionali (ricordiamo che all'epoca non fu prevista l'area metodologica, per la quale è stato quasi impossibilitato l'accesso al II livello a una parte del personale: per l'area metodologica non è previsto il tecnologo ma solo il ricercatore), sia nel numero di idonei, più o meno "generoso" a seconda delle commissioni.
    • E' inoltre necessario che vengano considerate, prima di predisporre nuovi bandi concorsuali, tutte le opportunità che prevede la norma, in particolare con riferimento all’art. 22 comma 15 del D.Lgs. n. 75/2017, che consente di effettuare, fino al 20% dei posti, concorsi speciali riservati, per il triennio 2018-2020, “al fine di valorizzare le professionalità interne”. L'Istat ha comunque già previsto nel piano la riserva del 50% per il personale interno nei concorsi di III livello futuri.
  • Non sono previsti - nemmeno nell'aggiornamento del piano - scorrimenti delle graduatorie al IV livello CTER e al I livello (ricercatore e tecnologo), mentre permangono 14 posti per nuovi concorsi al I livello. Continuiamo a ritenere che - in base ai fabbisogni - l'Istituto possa ragionevolmente scorrere le graduatorie esistenti. Al IV livello, si tratterebbe di un segnale che i lavoratori risultati collocati in graduatoria (l'unica mai utilizzata) aspettano da anni. Nel caso degli idonei di I livello la messa a bando di nuovi concorsi potrebbe produrre facilmente un contenzioso in base all'attuale normativa. Inoltre l'utilizzo dello scorrimento renderebbe più tempestivo l'intervento assunzionale e minimizzerebbe i costi, permettendo ad esempio di incrementare i posti a concorso al II o III livello.
  • Sono previsti 3 nuovi ingressi al V livello come funzionario di amministrazione di personale in mobilità proveniente dalle camere di commercio.
  • Nel piano è annunciato un concorso per 8 nuovi funzionari di amministrazione di V livello e 5 collaboratori di amministrazione di VII livello, riservati alle categorie protette. Queste procedure, secondo la FLC CGIL, devono prevedere una quota di riserva per il personale interno all'Istat appartenente alle categorie protette.

In generale ribadiamo la richiesta di dare un congruo preavviso alle persone interessate da assunzioni nel corso del 2017, al fine di una efficace ed equa distribuzione del lavoro e di una migliore programmazione delle ferie residue.

Così come per il Piano di fabbisogno di aprile, nel documento approvato il 28 luglio ci sono alcuni errori o passaggi poco chiari, come il caso degli scorrimenti delle graduatorie di VI livello. Solo per fare un esempio, a pagina 10, 4 assunzioni per nuovi concorsi sono assegnate sia al I che al II livello. Queste assunzioni peraltro scompaiono nelle altre tabelle, tra cui quella a pagina 12. In base ai costi, riteniamo siano assunzioni previste al I livello.

Nella tabella successiva proviamo a sintetizzare gli interventi assunzionali previsti nel piano 2017-2019, aggiornato con le decisioni assunte dal consiglio dello scorso 28 luglio.

assunzioni pdf 2017-2019 Istat

I

II

III

IV

V

VI

VII

tot.

int.

prec.

est.

stabilizzazioni 2017

-

0

99

-

-

213

-

312

0

312

0

scorrimenti 2017 graduatorie post 2007

0

83

25

0

-

16

-

124

79

13

32

scorrimenti 2017 graduatorie 2004

-

-

21

-

-

-

-

21

14

0

7

personale camere di commercio 2017-2018

-

-

-

-

5

-

-

5

0

0

5

nuovi concorsi 

14

6

24

-

-

-

-

44

22

0

22

scorrimenti ulteriori

0

0

0

0

-

29

-

29

0

0

29

nuovi concorsi categorie protette

0

0

0

0

8

-

5

13

0

0

13

totale

14

89

169

0

13

258

5

548

115

325

108

* Il numero di interni ed esterni vincitori dei nuovi concorsi è ipotizzato al 50%.

Sulla parte economico-finanziaria del piano appaiono ancora poco chiari alcuni calcoli e la logica evidentemente diversa che sta sotto a ciascuna tabella non consente una lettura lineare di quanto viene effettivamente destinato alle assunzioni nei diversi anni. Le risorse aggiuntive rispetto al vecchio piano nella tabella di pagina 11 sembrerebbero essere quantificate in 1.600.000 euro, mentre gli ulteriori scorrimenti e i nuovi posti a concorso corrispondono ai 600mila euro annunciati dal presidente nell'incontro dello scorso 26 luglio. Sembrano in ogni caso esserci maggiori margini assunzionali di quelli effettivamente previsti e confidiamo quindi che dopo la prima fase di assunzioni prevista per quest'anno possano esserci risorse per un numero maggiore di scorrimenti e nuovi posti a concorso, nonché per anticipare alcune assunzioni previste per il 2019 già nel 2018.

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