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ISTAT: finalmente deliberati tutti gli scorrimenti

Il consiglio approva l'aggiornamento del piano di fabbisogno

20/11/2023
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Nella seduta del 16 novembre 2023, il Consiglio dell'Istat ha finalmente deliberato il completo scorrimento delle graduatorie concorsuali di III e II livello (dopo aver esaurito a settembre quelle di I livello), come proposto dal presidente Chelli.

Accogliendo quindi finalmente le richieste e le proposte sindacali, il Consiglio ha riconosciuto la correttezza degli argomenti economici e di politica assunzionale sostenuti più volte dalla FLC CGIL.

Il nuovo art. 15 avrà effetti solo nel 2024. Il bando deve uscire nel 2024 e fare riferimento ai requisiti e titoli al 1° gennaio 2024: dopo l'interpretazione autentica firmata all'Aran non ha senso fare altrimenti. Questo slittamento, che era evidente già da mesi, ha liberato risorse sul 2023 che consentono ampiamente di "completare lo scorrimento di tutte le graduatorie di concorso pubblico nazionale a tempo indeterminato in corso di validità". Le finalità esposte nel documento approvato dal Consiglio sono:

- "consentire l’immediato inserimento di nuova forza lavoro ad alta professionalità;
- massimizzare lo sforzo di selezione effettuato dalle commissioni di valutazione che hanno operato in Istituto dal 2018;
- consentire una maggiore facilità nell’individuazione dei profili da porre a bando per il prossimo concorso per 100 terzi livelli".

I costi (sia per il 2023, sia "a regime") sono - come sempre - sovradimensionati nel documento approvato dal Consiglio, includendo (ancora) nello "scorrimento" dell'art. 15 anche i colleghi che non sono effettivamente stati oggetto di quell'operazione, e sovrastimando il numero degli idonei dei concorsi di II livello. E' molto probabile poi che non tutti gli idonei chiamati per l'assunzione accetteranno, il che aumenterà ancora le risorse per i prossimi anni.

Queste risorse (anche quelle avanzate dal fallimento del reclutamento delle categorie protette), secondo quanto deciso dal Consiglio, dovrebbero essere usate per aumentare i numeri del bando di mobilità fra enti uscito quest'estate. Un allargamento sicuramente utile, ma va sottolineato che i percorsi di mobilità non possono diventare la prima forma di reclutamento dell'Istat, che deve tornare a assumere attraverso concorsi pubblici.

Non va peraltro dimenticato che esiste ancora una graduatoria concorsuale a tempo indeterminato valida con idonei residui: quella del concorso VI Cter del 2022. Al momento ci sono 9 colleghe e colleghi all'Istat assunti da quella graduatoria con contratto a termine. Riteniamo che, al fine di non disperdere le loro professionalità e di non creare nuovi bacini di precariato, il Consiglio debba pianificare la loro assunzione in ruolo nel corso del 2024, prima della scadenza della graduatoria.

Per quanto riguarda il nuovo art. 15, che dovrà presumibilmente prevedere un numero di posti a concorso molto più alto, in relazione alle risorse previste in legge di bilancio, ci aspettiamo finalmente di potere avere un reale confronto sul bando, come più volte promesso dal Presidente Chelli.

Ora è infine necessario che le assunzioni per scorrimento deliberate siano rese effettive prima del 31 dicembre 2023, in modo da non creare problemi nelle prossime procedure art. 15.

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