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Istat, sull'orario di lavoro provvedimenti dannosi e senza spessore

Nuovi "ritocchi" al regolamento ad opera della direzione del personale

01/01/2023
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Dopo le proteste sindacali e dei lavoratori, l’amministrazione ha effettivamente ridotto al momento, il progetto di riscrivere le regole dell’orario all’Istat a pochi punti. Non per questo il provvedimento adottato è condivisibile.

Dal 1° gennaio cambiano le seguenti regole:

- le ore di assemblea fruibili in un anno da ciascun lavoratore saranno solo 10, adeguando così l’Istat ai pareri Aran degli ultimi dieci anni in merito, allungando la lista degli enti di ricerca che considerano il DPR 171/91 non più valido: una questione che sicuramente merita un approfondimento al tavolo nazionale per il rinnovo del CCNL. 10 ore di assemblea per enti di rango nazionale e (come l’Istat) articolati su sedi in più territori sono decisamente poche!

- il permesso per donazione sangue attraverso l’autoemoteca davanti alle sedi Istat si riduce alla giornata della donazione, come per tutti i donatori “normali”, eliminando un ulteriore permesso che era stato concesso per incentivare la meritoria attività del gruppo dei donatori, in associazione con la Croce Rossa. L’amministrazione non ha voluto prendere in considerazione “incentivi” alternativi proposti dalle organizzazioni sindacali, come una giornata aggiuntiva di lavoro agile per i donatori.

- i permessi chiudono tutti la giornata a 7 ore e 12 minuti e non concorrono all’orario necessario per maturare il buono pasto (6 ore). Al tavolo la FLC CGIL ha fatto notare che sul permesso allattamento ci sono decine di pareri ARAN che ne chiariscono il valore sia per il credito orario che per il buono pasto, e in analogia riteniamo che anche il permesso giornaliero legato alla 104 per se stessi o per figli portatori di handicap (codice 108) debba potere produrre credito e essere valido per il buono pasto (e quindi riteniamo che l’ordine di servizio 118 sia illegittimo). Abbiamo anche detto al tavolo che il codice 121 rientra nella più generale questione della gestione di crediti e debiti (conto ore), regolata attualmente da un regolamento frutto di un contratto integrativo (quello del 2008) e che quindi la modifica dell’uso dovrebbe essere frutto di un nuovo accordo, successivo all’entrata in vigore del nuovo CCNL, come peraltro accettato dalla delegazione dell’amministrazione per altre questioni che sono state accantonate (come l’assurda proposta di non prevedere il recupero a giornate dei crediti orari dei IV-VIII). L’unica modifica accettata dall’amministrazione è stata quella sull’allattamento, sulla quale peraltro l’Istat chiederà un inutile ennesimo parere all’ARAN. A questo punto ci riserviamo di chiedere anche noi un parere, sulla questione del permesso 108.

- i permessi orari potranno essere utilizzati solo se si andrà in ufficio in presenza nella stessa giornata. Si tratta di un provvedimento immotivato e al tavolo la delegazione non ha dato alcune motivazione di questa decisione, se non - dopo reiterata richiesta della FLC CGIL - una conversazione con una dirigente dell’ARAN a margine di un corso di formazione…. Peraltro aver introdotto questa modifica vuol dire chiaramente che fino ad oggi si poteva fruire di permessi orari anche senza timbrare in ufficio e quindi i colleghi che hanno avuto contestazioni nel 2022 dovrebbero vedere sanata la propria situazione.

- viene eliminata, senza alcuna ragione, la possibilità di optare per l’orario continuativo, con pausa di soli 10 minuti, senza fruire del buono pasto. Una scelta operata da pochissimi colleghi, del tutto legittima.

In conclusione, siamo di fronte a due ordini di servizio immotivati e potenzialmente dannosi per le attività dell’Istituto, con possibili profili di illegittimità, che si sommano a quello sui turnisti di settembre e a quello sulla 104 di ottobre. La FLC CGIL valuterà attentamente le conseguenze cercando le soluzioni, sia dal punto di vista della contrattazione che sul piano legale.

I giorni di chiusura obbligatoria nel 2023 saranno solo 2. Dopo l'intervento sindacale è stata tolta dalla proposta la giornata del 30 giugno, che aveva senso solo a Roma.

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