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3-I, DALL’INCONTRO CONGIUNTO ALL’INPS POCHE NOVITÀ: CONFERMIAMO LO SCIOPERO DEL 20 GIUGNO!

Comunicato unitario FLC CGIL, UIL SCUOLA RUA, SNALS Confsal e Gilda Unams

19/06/2022
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Giovedì 16 giugno si è svolto un incontro all'INPS coi vertici di INPS, INAIL e ISTAT.

Di seguito il comunicato unitario. Confermiamo lo sciopero di tutto il personale Istat per lunedì 20 giugno.


3-I, DALL’INCONTRO CONGIUNTO ALL’INPS POCHE NOVITÀ:

CONFERMIAMO LO SCIOPERO DEL 20 GIUGNO!

L’incontro congiunto fra i vertici dei 3 enti (Istat, Inps e Inail) e le organizzazioni sindacali rappresentative di giovedì 16 giugno, durato oltre tre ore, sulla costituzione della società 3-I SpA, non ha aggiunto molto rispetto a quanto era già noto e soprattutto a quello che non lo era, rispetto al perimetro di attività della nuova società privata a intero capitale pubblico che dovrebbe essere creata in seguito all’art. 28 del DL 36/2022.

Gli interventi del presidente dell’INPS Tridico, del presidente dell’ISTAT Blangiardo e del vicepresidente dell’INAIL Lazzara hanno confermato che la natura della 3-I SpA è molteplice nelle intenzioni dei promotori: una software house, una “Consip per l’informatica” (che catalizzi tutti o quasi gli attuali “conferimenti” a società informatiche esterne), un modo per accrescere la sicurezza informatica, per razionalizzare l’infrastruttura, per assumere giovani trentenni senza concorso e con tempi ridotti.

L’80% delle attività di 3-I SpA sarà a favore dei tre enti, e solo per il 20% a favore di altre amministrazioni pubbliche.

La 3-I SpA dovrebbe svolgere, secondo Tridico, attività aggiuntive, mentre nulla sarebbe tolto dalla mission di Istat, Inps e Inail. La 3-I SpA nel triennio successivo alla costituzione dovrebbe assumere circa 1.000 persone. Nel frattempo i dipendenti che - solo volontariamente - dai tre enti passassero alla 3-I aiuteranno la fase di avviamento della società, che - secondo Tridico - è pienamente pubblica e anzi punta a ampliare lo “spazio pubblico” sul terreno della digitalizzazione, oggi dominato da grandi colossi privati.

Negli interventi sindacali sono stati sollevati tanti dubbi sul controllo analogo, peraltro esercitato anche da presidenza del consiglio e ministero del lavoro, che pure non partecipano al capitale sociale.

Molti hanno sollevato perplessità sulla protezione dei dati e sui rischi di portarli in Cloud: non solo quelli dell’Istat, ma anche di Inps e Inail.

Per quanto riguarda il personale molti interventi si sono concentrati sulla effettiva volontarietà nel passaggio dai tre enti a 3-I SpA, sulle funzioni che rimarrebbero interne, consentendo quindi di non avere colleghi ai quali viene “tolto il lavoro”, sull’effettiva natura pubblica della società (che potrà assumere senza concorso, come fosse un valore!). Quale sarà il CCNL di riferimento?

E’ stato fatto notare che non c’è apparentemente un problema di scarsa attrattività dei 3 enti, visto che l’INPS sta assumendo centinaia (migliaia) di persone, tra cui 350 informatici, visto che l’ISTAT ha ricevuto 17mila domande per 100 posti.

I vari obiettivi della 3-I si sovrappongono con quelli di altre agenzie e progetti, non è quindi detto che saranno funzioni svolte da 3-I: la cybersicurezza ha un’apposita agenzia, creata pochi mesi fa; cloud Italia è attualmente un progetto parallelo, esistono già centrali per gli acquisti come Consip e software house della P.A. come SOGEI (è stato anche fatto notare che il MEF, azionista unico di SOGEI, presiederebbe il collegio dei sindaci di 3-I, cioè di una società “concorrente”!). 

Abbiamo insistito quindi sul fatto che l’unica mission chiara di 3-I è quella di diventare la software house della previdenza e del welfare: un obiettivo che però non riguarda l’Istituto Nazionale di Statistica, che quindi dovrebbe fornire risorse e personale alla 3-I per obiettivi che non sono nel proprio Statuto e che rischiano di inficiare invece la capacità autonoma dell’Ente di produrre indagini e dati ufficiali, subendo le scelte di una società dove il controllo analogo è esercitato da altri 4 soggetti, fra i quali la presidenza del consiglio, ovvero un organo di indirizzo politico. E questo rischio per l’attività, l’autonomia e l’autorevolezza dell’Istat è il principale motivo alla base dello sciopero di lunedì 20 giugno.

Nell’ intervento conclusivo di replica il presidente dell’INPS Tridico ha ribadito che nella sua strategia l’obiettivo di 3-I è di espandere le attività informatiche dei tre enti e non di spostarle, ha detto di avere forti perplessità sullo spostamento in Cloud di dati sensibili, dicendo quindi che sarebbero rimasti nei rispettivi data center, e

Tridico ha quindi promesso - come confermato dai vertici di Istat e Inail - che a questo incontro seguiranno due tavoli congiunti fra i tre enti con le organizzazioni sindacali, riguardanti il personale e lo statuto. I due tavoli partiranno dopo fine giugno, quando la norma uscirà in modo definitivo dal Parlamento.

L’incontro di oggi conferma tutti i motivi per i quali è stato indetto lo sciopero del 20 giugno. Abbiamo fatto bene ad alzare la testa. Dobbiamo continuare a farlo, comunque finisca la vicenda parlamentare, anche nei passaggi successivi.

Invitiamo quindi il personale dell’Istat a partecipare:

- venerdì 17 all’assemblea in aula magna a via Balbo e da remoto a partire dalle 10

- lunedì 20 giugno allo sciopero a intera giornata (il codice da inserire in Urbi è il 538). L’appuntamento in piazza è dalle 9 a piazzale Esquilino.

FLC CGIL - UIL Scuola RUA – FGU Ricerca – SNALS-CONFSAL Ricerca

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