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Vertenza su salari e carriere all'Istat: basta con lo stillicidio

Finito il tavolo tecnico, vogliamo risposte chiare e concrete

28/04/2015
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Lunedì mattina, al "tavolo tecnico", la delegazione dell'amministrazione ha fornito un documento di risposte scritte su alcuni punti fra quelli sollevati nelle ultime settimane da organizzazioni sindacali e lavoratori. La FLC CGIL ha chiesto e ottenuto, in accordo con l’assemblea, di riconvocare la riunione per il giorno dopo, martedì, dopo un tempo congruo per analizzare il documento: era stato richiesto di averlo prima dell'incontro.

Leggendo con attenzione le risposte siamo rimasti sconcertati. Non tanto per i contenuti, quanto per la sproporzione tra le tante legittime esigenze del personale, manifestate in tutti i modi possibili nelle ultime settimane, e gli scarsi passi avanti rispetto alla riunione dello scorso 9 aprile. Abbiamo quindi scritto una nota al presidente e al direttore generale nella serata di lunedì 27 aprile.

Le risposte scritte, che continuano in parte a suscitare perplessità, sono sempre su pochi punti, sempre gli stessi. Soprattutto è sproporzionato il tempo impiegato rispetto ai contenuti prodotti e inspiegabile in termini di trattativa la continua attività dilatoria dell’amministrazione, che sembra persistere nel non voler chiudere alcuna delle questioni aperte.

Si continuano a ignorare le questioni poste dalla Flc Cgil e l’amministrazione sguazza nella confusione che si è creata tra il tecnico e il politico, prendendosi un tempo infinito per avanzare risposte stentate e mai fattive. La sensazione è quella di essere di fronte ad una tattica politica. Ciò sarebbe inqualificabile.

1) Sui ratei della RIA che non sono stati mai inseriti nel fondo (e che ammontano, sommando tutti gli importi dal 2009 al 2014 a 189.150,80 euro), si afferma che “si potrebbe conseguire un incremento di circa 11.000 euro del fondo 2015, sia pure una tantum”.

Vanno inseriti i fondi, e per tutti gli anni. Bisogna forse fare una riunione ulteriore per avere conferma di questo?

2) Sulle stranezze nel bilancio e i fondi del salario accessorio “per il personale a tempo determinato”, l'Istat si produce in una risposta lunghissima che sostanzialmente dice che i bilanci, poiché redatti in tempi diversi dalla costituzione dei fondi di contrattazione, non sono attendibili e che comunque la voce che sembra dedicare una parte del fondo del salario accessorio ad alcuni misteriosi lavoratori a termine (che non sono quelli effettivamente assunti dall'ente) è priva di riscontro pratico.

Sarebbe utile dire semplicemente e senza tante perifrasi che da oggi in poi questa voce sarà tolta dal bilancio e che negli ultimi anni è stato fatto un errore. Oppure qualcos’altro, ma che sia chiaro e definitivo.

3) Sulla questione del taglio in base alla riduzione del “personale in servizio” (compresi i lavoratori a tempo determinato), nel documento fornito lunedì erano presenti dei calcoli incompleti, considerando come ipotetico "tetto" il fondo del 2010 senza i lavoratori a tempo determinato, originando una decurtazione troppo elevata negli anni successivi.

Su questo è stata fornita una nuova tabella durante l'incontro di martedì, da cui si evincerebbe che, includendo i lavoratori precari nel fondo a partire dal 2010, il salario accessorio pro capite si ridurrebbe di 100/300 euro (la cifra varia a seconda dell'anno). Verificheremo la correttezza di questi calcoli.

4) Sui fondi relativi ai risparmi per le trasformazioni del rapporto di lavoro in part time, ci sono due anni (2006 e 2007) per cui risultano avanzi impiegabili per aumentare (una tantum) il salario accessorio, e poi (dal 2008) ingenti risorse che possono costituire un fondo di contrattazione per favorire la mobilità tra le sedi.

L’amministrazione può quindi costituire un fondo, utile soprattutto in questa fase in cui si parla di chiusura e spostamento di sedi, nonché della nuova sede unica. Non crediamo sia necessario riunirsi per dirlo un’altra volta, l’amministrazione deve dire cosa vuole fare.

La Flc Cgil ha scritto lunedì e confermato martedì al tavolo che non si siederà a prossimi eventuali tavoli, che non diano risposte su quanto da noi scritto più volte. Abbiamo chiesto al Presidente garanzie circa la possibilità che si riesca a svolgere una trattativa vera e onesta con obiettivi chiari.

Innanzitutto esigiamo un chiarimento rispetto a quanto dichiarato dal direttore generale Antonucci nel comunicato di martedì scorso e ripetuto negli incontri degli ultimi giorni sul presunto “tetto” (fondo del salario accessorio 2004 decurtato del 10%), su cui abbiamo prodotto un comunicato che riteniamo esplicativo.

Abbiamo chiesto un definitivo pronunciamento del Presidente sulle scelte che l’Istat intende adottare rispetto a:

- Riorganizzazione e finanziamento del salario accessorio (con una ipotesi di quantificazione), in base all’art. 4 comma 3 del CCNL 2000-2001. Non è vero che ci sono tempi lunghi e che la vicenda è complessa. Occorre predisporre uno schema di nota tecnica sulla necessità e l’opportunità di adottare l’articolo contrattuale in relazione alla fase di ammodernamento dell’Istat che si avvicina. Ovviamente è vero che esiste un tempo incognito, che è quello necessario, dopo la costituzione del Consiglio d’Istituto che ci auguriamo avvenga quanto prima, a far diventare la bozza una deliberazione effettiva.

Su questo punto, durante l'incontro di martedì non è stata data risposta dalla delegazione dell'amministrazione sul presunto "tetto", mentre sono stati portati all'attenzione alcuni pareri dell'ARAN relativi ad analoghi articoli contrattuali del comparto degli enti locali. Abbiamo chiesto i riferimenti e i link ai pareri, ma già a una prima lettura di quanto reperito in rete, non sembrano pareri ostativi all'applicazione all'Istat dell'art. 4 comma 3 del CCNL 2000-2001.

- Utilizzo di risorse di bilancio, al di fuori del fondo, per le progressioni di livello (e le eventuali azioni concrete nei confronti dei ministeri vigilanti, anche congiuntamente ad altri enti del comparto): occorre quantificare immediatamente l’entità di questo fondo per poi avviare le ulteriori verifiche necessarie.

- Piano di razionalizzazione 2015 e utilizzo dei risparmi per la contrattazione integrativa (come può la sede unica entrare in questa partita?), specificatamente ai sensi dell’articolo 6 comma 3 del CCNL 2008-2009. A questo proposito rimane ancora, nonostante i ripetuti solleciti, non chiarita la destinazione dei fondi residui del censimento dell’agricoltura.

- Regolamento sul conto terzi e utilizzo dei fondi per la contrattazione integrativa. L’ambiguità del direttore generale sull’argomento non si è sciolta e d’altra parte non è partito il confronto tecnico per la scrittura del regolamento applicativo. E’ incredibile.

Su questo punto all'incontro di martedì è stato confermato uno scetticismo di fondo sull'applicabilità dello strumento all'Istat, che lascia supporre che non ci sia la volontà politica di scrivere un regolamento da parte del direttore generale. 

Sugli errori dell’amministrazione rispetto alla quantificazione degli aventi diritto alle progressioni non crediamo sia necessario un tavolo: la comunicazione dei risultati di un calcolo dovrebbe essere sufficiente.

Sulle questioni che riguardano i contenuti dell’accordo relativo agli anni 2011-2014 e sulle azioni facilmente realizzabili immediatamente e che già dovevano essere prodotte da tempo, rimandiamo alla nostra precedente nota dello scorso 20 aprile che peraltro non ha avuto risposte in nessuna forma.

Anche su questo, al tavolo di martedì da parte della delegazione dell'amministrazione sono arrivate risposte sibilline che facevano velatamente riferimento alla necessità di tenere aperto tutto per giocarsi di volta in volta la carta migliore....

Certi che fermare questo stillicidio non è solo nell’interesse della Flc Cgil, attendiamo un segnale concreto da parte del Presidente, perché, ferma restando la fase di mobilitazione in corso e anche evitando qualsiasi ulteriore valutazione degli ultimi avvenimenti dello scorso venerdì 24 aprile, se persiste questa modalità di gestione del confronto tra le parti, è a rischio la tenuta delle relazioni sindacali tra Istat e Flc Cgil.  

Dopo l'incontro di martedì mattina, FLC CGIL e UIL RUA hanno prorogato lo stato di agitazione del personale e l'assemblea permanente in tutte le sedi (anche quelle territoriali) dalle 7.45 alle 19, fino al prossimo 1° giugno 2015.

Mercoledì 29 sono previste assemblee negli uffici di Venezia, Genova, Torino e Ancona.

Giovedì 30 l'appuntamento è a via Balbo.

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