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ISTAT: telelavoro, resoconto dell’incontro di giovedì 8 febbraio 2018

Poche le modifiche accettate dall'amministrazione

14/02/2018
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Si è svolto giovedì 8 febbraio nel pomeriggio il secondo incontro sul nuovo regolamento del telelavoro all’Istat.

Sui punti più rilevanti abbiamo riscontrato un’apertura da parte dell’amministrazione solo sull’eliminazione dell’esclusione di chi ha già fruito del telelavoro per 3 anni negli ultimi 5: questo vincolo sarà eliminato.

Non sembra esserci invece nessuna intenzione di incrementare il numero di posti oltre il 10% previsto dalla legge, anche se c’è un vago impegno a un aumento progressivo negli anni: abbiamo chiesto di metterlo nero su bianco. Allo stesso modo, sulla possibilità di far partire da subito una sperimentazione sullo smart work, indipendente dal progetto di Funzione Pubblica, c’è una generica disponibilità.

Nemmeno una misura di buon senso, ovvero quella di tenere fuori dal “tetto” il telelavoro speciale e quello breve, ha avuto una risposta positiva. Il telelavoro breve a questo punto non sembra avere alcun senso, se non gli si dedicano posti aggiuntivi o non si introduce almeno una clausola come quella prevista per il telelavoro speciale (ovvero la possibilità temporanea di “sfondare” il tetto).

Continuiamo a chiedere un incremento dei posti, anche ad esempio considerano solo l’effettiva quota parte di giornate in telelavoro.

Non c’è disponibilità da parte dell’amministrazione a consentire per il telelavoro ordinario (salvo alcune eccezioni) un solo giorno di rientro a settimana. Nella riunione precedente erano stati forniti elementi normativi inesistenti a supporto del diniego, mentre in questa occasione è stata avanzata una motivazione di ordine generale su una presunta difficoltà di gestione del lavoro: ma noi avevamo infatti chiesto di legare la possibilità di un solo rientro all’assenso del dirigente.

E’ stato negato anche un possibile incremento dell’indennità corrisposta ai telelavoratori, come chiedeva la FLC CGIL.

Sulle assenze nei giorni di rientro, l’amministrazione ha proposto di consentire il recupero nel trimestre successivo (nel testo della bozza era solo una settimana). Abbiamo chiesto invece di cancellare questa opzione, che ingenererebbe solo inutili contenziosi.

E’ stato chiarito che il personale inpart time sotto l’80% o in turno può partecipare al bando, ma in caso di attivazione del progetto di telelavoro dovrebbe rinunciare al part time o al turno. Lo stesso vincolo sarebbe inserito per chi ha incarichi dirigenziali (capi servizio e direttori).

Sarebbe invece intenzione dell’amministrazione includere nel telelavoro speciale una gamma più ampia di disagi - estensione che non cambia le cose se non si alzano i numeri dei posti - che avrebbero quindi il telelavoro “a domanda”, non passando per un bando. Nella bozza del regolamento questa opzione era riservata solo a chi usufruisce della legge 104 art. 3 comma 3 per sé, l’amministrazione vorrebbe ampliarla anche per chi ha un’invalidità sopra ai 2/3 (ma non la 104) e per chi si trova personalmente o ha un familiare con patologia oncologica o sottoposto a terapia salvavita.

Dal 1° marzo dovrebbe partire un sistema più flessibile di certificazione del telelavoro, anche in relazione al cambio del giorno di rientro, che sarebbe gestito tramite URBI.

L’amministrazione vorrebbe concordare con le organizzazioni sindacali i punteggi dei criteri di priorità. La FLC CGIL ha già avanzato puntuali richieste, proveremo a trovare ulteriori convergenze con le altre organizzazioni sindacali. Sul punteggio aggiuntivo per i monogenitori, l’amministrazione ritiene troppo gravoso e difficile il controllo dell’effettiva situazione, quando basterebbe lo stato di famiglia.

Ciò su cui vorremmo un vero confronto è l’impatto sui lavoratori, anche visto l’art. 66 comma 4, letter o) del nuovo CCNL, di eventuali innovazioni organizzative, ad esempio con l’introduzione del desk sharing.

Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una nuova bozza riguardante alcuni articoli del regolamento.

Abbiamo sollecitato anche la nuova proposta di accordo sul 2017 e quindi sull'articolo 53, che dovrebbe arrivare a breve.

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