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Telelavoro all'ISTAT: non ci siamo

Oggi secondo incontro sul telelavoro tra amministrazione e sindacati. Le posizioni rimangono distanti.

29/05/2013
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Questa mattina si è svolto l'incontro tra le delegazioni sindacali e l'amministrazione sul telelavoro. L'amministrazione ha presentato un documento di 4 pagine contenente 3 proposte:
 
1) Call straordinaria per 5 posti (o 6)

Si tratterebbe di una call da effettuare immediatamente, per tutelare alcuni dei lavoratori recentemente trasferiti a via Tuscolana. Era una richiesta sindacale, ma con un numero di posti decisamente più alto, e aumentando il numero complessivo di posizioni. In questo modo (utilizzando le 5 o 6 posizioni in questo momento "libere"), non si dà una risposta soddisfacente al personale trasferito, e al contempo si aggrava il malcontento del personale escluso ingiustamente con il bando dello scorso anno. Sulla richiesta di portare in consiglio una proposta di allargamento delle posizioni di telelavoro, non c'è stata ancora una volta nessuna risposta. Lo stesso si può dire sulle proposte che abbiamo avanzato sul desk sharing.

Abbiamo comunque chiesto di usare, nel caso, un criterio migliorativo rispetto al passato, selezionando le persone con effettivi disagi. Anche su questo l'amministrazione non sembra volere cedere, anzi vorrebbe dare un numero prefissato di posti per struttura interessata, con call basate sui progetti attivi nelle strutture trasferite.

2) Proroga progetti attuali

Sono state trasmesse le richieste ai direttori per il parere sulla proroga dei progetti, o meno, al 31 ottobre 2013.

3) Proposte di modifica del regolamento

Del punto non si è potuto discutere per mancanza di tempo.
Secondo la proposta dell'amministrazione il Direttore Generale stabilisce quanti sono i posti disponibili per ciascun dipartimento, sulla base del personale in servizio presso gli stessi dipartimenti; un sesto dei posti complessivi sarebbe comunque riservato alle situazioni gravi, secondo l'art. 6 del regolamento. Il comitato per il telelavoro individua con delle schede tecniche il grado di telelavorabilità delle attività. I dipendenti fanno domanda direttamente al direttore centrale della propria struttura, il quale per ogni richiedente redige un progetto di telelavoro, secondo le schede tecniche del comitato. Domande, documentazione e progetto vengono inoltrate al comitato, che fa una graduatoria per ciascuna direzione secondo i 3 criteri di disagio già utilizzati per le call precedenti, più un quarto e ultimo criterio, ovvero la valutazione di "strategicità" fatta dal direttore sul singolo progetto.

La FLC CGIL ribadisce la propria posizione: il telelavoro deve essere assegnato alle persone con maggiori disagi, seguendo una graduatoria unica. I progetti vanno costituiti quindi a valle della graduatoria. La proposta dell'amministrazione, pur apparentemente migliorativa rispetto alla procedura adottata l'anno scorso, stabilisce una divisione a priori per direzione che comunque viola il principio della graduatoria unica.

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