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Salari e carriere: l’Istat vuole rompere le relazioni sindacali

Venerdì 5 giugno assemblea di tutto il personale

04/06/2015
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In merito alla vertenza su salario accessorio e carriere del personale tecnico amministrativo, la Flc Cgil aveva per ultimo inviato una nota al Presidente dell’Istat nella quale si chiedeva una svolta nella trattativa e nelle relazioni sindacali, preso atto delle importanti novità introdotte dalle nostre proposte per aumentare il fondo del salario accessorio e finanziare l’art.54 utilizzando le risorse già stanziate dal 2001 ad oggi. Si trattava della proposta di ripartire con altro metodo.

Effettivamente la svolta c’è stata. La richiesta di incontro è stata ignorata, è seguita la convocazione di una riunione di contrattazione a cui il Presidente si è rifiutato di partecipare e per la quale è stata inviata alle organizzazioni sindacali una documentazione che nel merito non tratta alcuno dei temi fondamentali sul piatto della trattativa.

Nulla sugli incrementi del fondo accessorio derivati dalla individuazioni degli errori e delle omissioni (si aggiunge anzi l’ulteriore assenza del recupero delle somme non utilizzate per le cessazioni relative all’art. 42), benché la contrattazione fosse stata congelata proprio per aspettare l’esito della valutazione e della quantificazione di questi elementi. Nulla sulle partite fondamentali che riguardano l’applicazione dell’art.4 del CCNL 2000-2001 per il finanziamento straordinario del fondo accessorio né sui conteggi per ricostruire l’entità del fondo specifico per l’art.54.

Difficile credere che l’aver finalmente pubblicato il bando per l’art.42 e per la mobilità tra profili con cinque mesi di ritardo e senza spiegazioni possa rappresentare per l’amministrazione quel segnale positivo che attendono i lavoratori.

L’Istat sembra seguire pervicacemente l’intento di rompere qualsiasi relazione con le parti sociali e i lavoratori che hanno assistito con l’arrivo del nuovo Direttore generale al netto taglio di qualsiasi dialogo vero sul merito delle questioni che in questi mesi non sono mai state realmente portate al tavolo di trattativa. L’ipotesi è che l’Istat abbia invece avviato una inquietante trattativa al Mef sulla contrattazione integrativa e ora infilatasi in questo vicolo cieco stia tentando di “incartare un pacchetto” vagamente digeribile, ma comunque già pronto, da presentare prendere o lasciare al lavoratori e organizzazioni sindacali.

Siamo di fronte ad una dirigenza mediocre che per ragioni che a noi non sono note, ma senz’altro non per “errore”, produce danni enormi. Da un lato paralizza l’organizzazione del lavoro per mesi ignorando puntigliosamente la mobilitazione in campo a cui fin ora non ha fornito alcuna risposta neanche parziale. Dall’altro espone in modo del tutto improprio l’Istituto verso i ministeri vigilanti spostando al Mef un tavolo di trattativa che mai avrebbe dovuto essere portato lì.

Siamo ad una gestione politica completamente spostata a destra che compromette la possibilità di definire una proposta che soddisfi le esigenze dei lavoratori, con possibili ripercussioni sull’intero comparto, e che avrà come conseguenza il naufragio delle relazioni sindacali e l’apertura di una fase di mobilitazione con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, come all’Istat non si vedeva da quarant’anni.

Venerdì 5 giugno ore 10.30 via balbo

Assemblea generale di tutto il personale

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