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Razionalizzazione delle sedi ISTAT: primo incontro

Assemblea giovedì 2 luglio a viale Oceano Pacifico

26/06/2015
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Il direttore generale Tommaso Antonucci ha illustrato il piano di razionalizzazione delle sedi Istat.

Ha spiegato che l’obiettivo, indicato dalla normativa, è quello del risparmio del 50% sulle locazioni. La sede di viale Oceano Pacifico, costando da sola 2 milioni e 600mila euro (che dal prossimo anno, con l’acquisizione – tutta teorica – degli ulteriori spazi saliranno a 3 milioni e 400mila), copre praticamente tutto lo “spendibile” per le sedi romane (nel 2014 l’Istat pagava di affitto per le sedi romane 5 milioni 400mila euro, quindi dovrebbe passare a circa 2 milioni e 700mila dal 2016).

Il direttore generale ha sostenuto quindi che la decisione di chiudere la sede di viale Oceano Pacifico è sostanzialmente obbligata, e che l’obiettivo del piano è quello di trasferire 400 dipendenti nel polo centrale e 100 a via Tuscolana.

La sede di via Balbo 39 è in via di acquisizione, con il placet del demanio.

La FLC CGIL, a inizio riunione, ha consegnato alla delegazione dell’amministrazione alcune copie del documento inviato stamattina a tutto il personale, contenente numerose osservazioni sul piano di razionalizzazione delle sedi.

Negli ultimi anni la politica della gestione delle sedi si è basata su (presunte) emergenze e valutazioni in contrasto con le esigenze dei lavoratori e quelle funzionali.

La sede di viale Oceano Pacifico è sempre stata costosa, peraltro inizialmente l’Istat si era dichiarata disponibile a pagare un affitto ancora più alto e fu il demanio a considerare incongrua la prima offerta dell’ente locatore.

La nuova proposta dell’Istat, che sconvolge quanto era previsto fino all’anno scorso, va in due direzioni opposte tra loro. Da una parte si cerca di centralizzare il personale, dall’altra si va a incrementare ulteriormente l’utilizzo della sede periferica di via Tuscolana.

La FLC CGIL ha chiarito che quindi l’Istat deve predisporre dei piani alternativi, che si potrebbero peraltro rivelare anche maggiormente fattibili in termini di tempi e costi, a partire dalla ricerca di un’altra sede nel polo centrale, e da una sede, anche più piccola, da cercare nel quadrante sud-ovest di Roma.

Intorno al polo di via Balbo, solo pensando agli enti del comparto, abbiamo elencato alcune sedi di lavoro oggi sfitte e quindi da verificare, come quelle ex Ispesl di via Urbana e via Alessandria, quella ex Isfol di via Morgagni e l’ex sede Apat di via Curtatone.

Le soluzioni devono tenere conto del personale trasferito negli ultimi anni. Nel comunicato del 2013 che annunciava il trasferimento a via Tuscolana di oltre 100 persone si precisava la “temporaneità” dello spostamento di una parte dei lavoratori, mentre il trasferimento definitivo degli altri era giustificato dalla predisposizione di un polo economico, che ad oggi appare decisamente superato. Va quindi previsto il rientro nel polo centrale del personale ingiustamente trasferito.

Il Direttore Generale ha affermato che sta già cercando una sede nelle zone centrali, ma che ad oggi nessuna appare della capienza auspicabile. Si è dimostrato più restio sulla soluzione di cercare una sede alternativa a Roma Sud Ovest. Non è stata data risposta sul “ritorno” dei lavoratori trasferiti a via Tuscolana in emergenza.

La FLC CGIL ha precisato inoltre che non è chiaro come questo piano si lega al processo di riorganizzazione che dovrebbe avvenire quest’anno, e che dovrebbe essere intimamente legato alla gestione delle sedi. L’unica “certezza” è la sede unica, che però allo stato delle cose, appare un mero progetto con un futuro incerto.

Il direttore generale ha precisato che la verifica che si effettuerà all’inizio del prossimo anno sarà anche il momento per valutare la corrispondenza tra organizzazione funzionale e sedi.

Abbiamo sùbito precisato che ci sono nel documento vari errori di calcolo negli indicatori presentati.

Sulla sede di viale Oceano Pacifico, secondo l’amministrazione l’errore è nella superficie indicata nel documento che invece di 14.083 i metri quadri sono 10.646, quindi il costo annuo al metro quadro è di 356,4. Sulla sede di piazza Indipendenza invece l’errore non è stato spiegato, così come per alcune sedi territoriali. I posti che si vogliono aggiungere nella sede di via Tuscolana non sarebbero 110, infatti di questi 53 sono già disponibili ad oggi.

E’ stato sottolineato che la sede di via Tuscolana (ma anche quella di via Balbo) è sottodimensionata riguardo ai servizi, a cominciare dalla mensa.

La risposta è che esiste una proposta concreta della ditta, arrivata ieri, di ampliamento della mensa di via Tuscolana, che sarà presentata agli RLS nella riunione del 30 giugno.

Abbiamo chiesto di potere effettuare non appena possibile un sopralluogo nella sede di via Balbo 39, che peraltro, con una superficie di 3.500 metri quadri ad uso ufficio non appare adatta a contenere 250 lavoratori (14 metri quadri a persona!).

E’ stato risposto che sarà verificata quanto prima, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, la congruità della capienza indicata dal demanio (250 persone). Se le postazioni saranno in numero minore sarà cercata una soluzione alternativa.

Abbiamo chiesto conto dei tempi tecnici del piano, che appaiono dilatati, visto che il piano ad oggi non può essere approvato dal Consiglio, che non è costituito. Sui tempi, abbiamo ripetutamente fatto notare come la data di marzo 2016 appaia completamente irrealistica.

La risposta è che il piano sarà comunque inviato al demanio senza l’approvazione del Consiglio, quindi da considerare come provvisorio.

Il direttore generale ha detto che il primo trimestre del 2016 sarà il momento di una verifica del piano. Solo allora sarà effettivamente deciso se procedere con le nuove acquisizioni a Tuscolana, su cui comunque sta chiedendo una prelazione, e quindi l’eventuale trasferimento di personale dalla sede di viale Oceano Pacifico. A dicembre 2015 dovrebbero finire i lavori a via Balbo 16, comprensivi della scala centrale antincendio, con la possibilità quindi di “ospitare” 140 lavoratori al quarto piano.

Abbiamo apprezzato la convocazione delle RSU di Roma per martedì prossimo sulle sedi, ma abbiamo chiesto di estendere questo confronto a tutte le RSU delle sedi territoriali, a cominciare da quelle per cui è previsto nel piano uno spostamento.

E’ stato risposto che sono già attivi contatti con i dirigenti delle sedi e che il dirigente LTA Sorrentino sarà il 10 luglio a Firenze e Bologna e il 15 a Trieste.

Abbiamo sottolineato come la situazione delle sedi territoriali va affrontata diversamente rispetto a Roma, sia per la valutazione degli indicatori, sia per i costi, molto differenziati sul territorio.

E’ stato detto che ad oggi esistono già alcune criticità affrontate, come ad esempio per la sede di Bari (dove sarebbe stata trovata una sede all’interno dell’università e su cui si sta cercando il consenso del personale), quella di Cagliari (sotto sfratto), quelle di Milano e Firenze (troppo costose) e quella di Napoli (sulla quale ieri sera sono arrivate 6 proposte dal demanio).

Il direttore generale ha detto che condivide la critica agli indicatori “generalizzati”, ma che sono i parametri indicati dal Demanio.

Abbiamo chiesto di quantificare e concretizzare gli accenni presenti nel piano sul telelavoro e il desk sharing, e di fornire chiarimenti su cosa intenda l’amministrazione per smart work.

Sul telelavoro è stato ribadito quanto già annunciato ieri, ovvero che arriverà una convocazione sull’argomento. L’intenzione dell’amministrazione è quella di far uscire la graduatoria relativa ai gravi disagi, mentre si vorrebbe rinviare a un momento successivo alla riorganizzazione l’uscita della call per il telelavoro “normale”. Sullo smart work Antonucci ha detto di non avere un’idea chiara, ma vorrebbe confrontarsi con le organizzazioni sindacali per trovare forme “flessibili” diverse dal telelavoro, utili peraltro eventualmente a sopperire al disagio dovuto ai trasferimenti.

La FLC CGIL ha chiesto conto dei risparmi effettuati per il 2015 sull’affitto della sede di piazza Indipendenza e ha proposto, ancora una volta, di utilizzare i risparmi da part time per incentivi alla mobilità dei dipendenti come previsto dalla legge.

Sul primo punto, Antonucci ha detto che i risparmi (circa 700mila euro) del 2015 relativi agli affitti di piazza Indipendenza rappresentano delle economie di gestione, visto che nel 2014 non è stato redatto il piano di razionalizzazione, che avrebbe comunque portato a versare nelle casse dello stato la metà di quei risparmi (e l’altra metà sul fondo del salario accessorio!).  

Sui risparmi da part time, Antonucci ha annunciato una convocazione dei sindacati. Una proposta potrebbe essere quella di utilizzarli per una convenzione con l’ATAC.

Il 30 giugno si terranno ulteriori confronti sulla questione delle sedi con le RSU e con gli RLS di Roma.

Invitiamo quindi i lavoratori a partecipare a una prima assemblea del personale per confrontarci sul piano di razionalizzazione delle sedi e le sue implicazioni, indetta da FLC CGIL e UIL per giovedì 2 luglio alle ore 10.00 nella stanza 126 della sede di viale Oceano Pacifico.

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