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Precari Istat: no a pericolose forzature

La FLC CGIL scrive al presidente Alleva

30/12/2015
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L’incontro che si è tenuto lunedì 30 novembre 2015 tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione aveva mostrato una divisione netta tra la posizione di tutte le organizzazioni dei lavoratori e quella dell’amministrazione su un aspetto riguardante il concorso speciale riservato ai precari in base al DL 101/2013.

L’amministrazione ha infatti annunciato di volere inserire nel bando due prove scritte, oltre alla valutazione dei titoli e alla prova orale. Siamo assolutamente contrari, lo ribadiamo, a introdurre prove scritte all’interno del bando, cosa che peraltro non trova riscontro negli altri enti del comparto che hanno applicato la stessa norma.

Con una lettera al presidente Alleva, la FLC CGIL il 23 dicembre ha ribadito le ragioni per cui la scelta di inserire prove di valutazione generale delle competenze, in particolare prove scritte, oltre a comportare un inutile aggravio per candidati e commissioni di concorso, è contraria allo spirito stesso della norma e duplica quanto già fatto dallo stesso Istituto al momento dei concorsi per l’ingresso a tempo determinato. L’obiettivo selettivo del concorso previsto dal DL 101/2013 non è la valutazione delle competenze generali, ma quello di valutarne l’applicazione all’interno del lavoro ordinario del singolo ente. Per questa valutazione il colloquio è evidentemente la modalità più idonea. Sulle competenze generali è già intervenuta una selezione a priori attraverso i concorsi svolti per l’ingresso a tempo determinato, i cui esiti possono e devono essere alla base dei punteggi della graduatoria ai sensi del DL 101/2013. Proprio per questo abbiamo chiesto di formare graduatorie per le singole aree, che devono corrispondere a quelle previste nei concorsi a tempo determinato già espletati. Questo meccanismo peraltro rafforzerebbe l’idea, alla base dello stesso decreto D’Alia, di una stabilizzazione del personale già formato all’interno dell’Istat e darebbe il segnale che l’Istat sta andando davvero in quella direzione, più volte esplicitamente evocata dal presidente Alleva.

La psicosi dell’”obiettività della prova”, questione strampalata, non può essere il criterio guida di un’amministrazione, a meno che non si sia a conoscenza di livelli di grave opacità o attitudine al malaffare talmente elevati da non potere procedere altrimenti. Ma in quel caso il problema sarebbe di diverso ordine e andrebbe quindi approcciato con altri strumenti.

Abbiamo quindi diffidato l’amministrazione dal procedere a emettere il bando prima di un nuovo incontro sull’argomento con i sindacati. Peraltro non sono state sciolte questioni importanti poste dalla FLC CGIL, quali l’inclusione tra i partecipanti dei lavoratori che sarebbero dovuti entrare all’Istat a tempo determinato precedentemente alla data limite del 30 ottobre 2010, ma che in base a una proroga motivata hanno preso servizio pochissimi giorni dopo.

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