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Precari dell'Istat: vinta una battaglia, continua la lotta per la stabilizzazione

Il piano di fabbisogno ribaltato e un tavolo per le proroghe: due risultati che sono il frutto della determinazione di questi giorni e degli ultimi mesi

04/04/2014
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Partiamo dalla fine: l'amministrazione dell'Istat, nella tarda serata di mercoledì 2 aprile, ha inviato una nota alle organizzazioni sindacali, che risponde alle sollecitazioni di chiarimento della FLC CGIL, e dell'assemblea dei precari di martedì, che poneva un ultimatum per il giorno seguente.

La risposta dell'amministrazione è stata finalmente chiara: il 50% delle risorse dei turnover 2012-2015 sarà destinata ai concorsi speciali previsti dal DL 101/2013 e "entro aprile" sarà convocato un tavolo per prorogare i contratti di tutti i precari attraverso un accordo stipulato ai sensi dell'articolo 5 comma 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001.

Si tratta di due questioni che nella sostanza ribaltano in senso positivo la strategia dell'Istat sul precariato espressa solo pochi giorni prima del piano di fabbisogno presentato ai sindacati. 

Prima dell'incontro sul piano di fabbisogno del 24 marzo, l'Istat aveva inviato ai sindacati una bozza del piano di fabbisogno 2014-2016. La FLC CGIL, già prima dell'incontro, giovedì 20 marzo, aveva analizzato la bozza e rinvenuto gli elementi critici, che sono stati poi evidenziati durante il confronto.

A conclusione della riunione di lunedì 24 con l'amministrazione, la partita appariva chiusa. Nonostante la sostanziale convergenza delle organizzazioni sindacali sulle richieste principali, da parte della delegazione dell'Istat (o di una parte di essa) è emersa una chiusura a qualsiasi mutamento della bozza, definita già "raffinata".

A quel punto, insieme ai lavoratori precari presenti, la FLC CGIL ha deciso l'immediata proclamazione dello stato di agitazione e di mettere in campo tutti gli strumenti di lotta a disposizione. Al centro della rivendicazione i due punti già menzionati: lo stanziamento di tutto il 50% disponibile per i concorsi riservati ai precari previsti dal Decreto D'Alia e la convocazione di un tavolo sindacale per prorogare i contratti di tutti i 378 precari oltre il 31 dicembre 2016.

Giovedì 27 marzo è cominciata, nella sede centrale, un'assemblea permanente che ha coinvolto centinaia di precari, da tutte le sedi, anche territoriali. Visto che dai vertici dell'Istituto non era arrivato nessun segnale, la decisione è stata quella di occupare la presidenza, investendo della questione direttamente il numero uno dell'ente: il professor Golini, da quasi un anno presidente "facente funzioni". 

L'occupazione è durata per buona parte della giornata di giovedì e ha avuto echi nelle agenzie di stampa, fino a quando una delegazione della Flc e dei precari in occupazione è stata ricevuta dal presidente e dal direttore generale, che hanno preso due impegni fondamentali: il ritiro della bozza di piano di fabbisogno e la convocazione di un nuovo incontro con i sindacati per il lunedì successivo.

Solo dopo aver valutato questo primo risultato della mobilitazione, i lavoratori hanno sgomberato la presidenza e si sono riuniti in aula magna, aggiornandosi al giorno dopo. Nei giorni successivi, in attesa dell'incontro nel frattempo convocato per il pomeriggio di lunedì 31, l'assemblea è continuata nella sede centrale, interloquendo con i dirigenti, con il comitato di presidenza, e con tutti i lavoratori dell'Istituto, attraverso cortei nei corridoi e nel cortile interno.

La FLC CGIL ha predisposto, dopo l'analisi puntuale del piano di fabbisogno e delle sue criticità, anche una serie di slide esplicative della vicenda.

Lunedì pomeriggio l'incontro, immediatamente valutato dall'assemblea dei precari, è apparso ai più interlocutorio. Il presidente e il direttore generale si sono infatti "solo" impegnati a incrementare in modo consistente la quota di risorse destinate ai concorsi riservati ai precari e a considerare l'idea di fare un accordo sulle proroghe.

Ancora martedì, dopo la fine degli incontri sindacali, la comunicazione dell'amministrazione non scioglieva i nodi centrali: le risorse "aumentate" sarebbero state pari al necessario 50%? E il tavolo sindacale sulle proroghe sarebbe effettivamente partito? E quando?

Solo dopo l'"ultimatum" lanciato ancora una volta dall'assemblea dei precari di martedì pomeriggio e concedendosi tutto il tempo previsto, è arrivato il messaggio che, pur con alcune clausole di "cautela", chiarisce che il risultato è stato - finalmente - raggiunto.

Ora si tratta di monitorare e capire come effettivamente le promesse sottoscritte si tradurranno in atti concreti.

In particolare dovremo vedere, in tempi brevissimi, la nuova bozza del piano di fabbisogno. Ribadiamo che le risorse pari al 50% del turnover 2012-2015 per i concorsi "speciali" devono riguardare solamente i concorsi "transitori" e non quelli "ordinari", che oggi non sono utili a nessuno e genererebbero solo pericolosi contenziosi. Allo stesso tempo ricordiamo che fin dall'inizio abbiamo chiesto che venga inserito almeno un riferimento alla necessità e alla volontà, pur considerando gli attuali vincoli normativi, di attivare i processi di progressione di livello (articolo 54 per i livelli IV-VIII e articolo 15 per i livelli I-III).

Attendiamo quindi una convocazione per far partire il tavolo che porti all'accordo sulle proroghe di tutti i precari. Il lavoro tecnico è teoricamente semplice, visto che in gran parte ci si può "ispirare" ai numerosi accordi già firmati , in particolare in analoghi enti del comparto (CNRISPRAINGVINFNISFOL, CRA, INVALSI...), adattando ovviamente il testo alle esigenze e alle norme proprie dell'Istituto di Statistica e attualizzando i riferimenti normativi. Una clausola che per noi è certamente prioritaria è che l'accordo preveda il blocco di nuovi ingressi con contratti precari, per tutto il periodo delle proroghe, ovvero fino all'avvenuta immissione in ruolo degli attuali lavoratori a termine. La FLC CGIL metterà a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze, con lo scopo di giungere a un accordo che sia robusto e utile all'Istat e ai precari. Necessaria premessa è quindi che abbia un orizzonte lungo: pensiamo almeno al quinquennio che separa l'Istituto dalla scadenza decennale censuaria del 2021.

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