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Piano di fabbisogno Istat: no a ingressi indiscriminati da altri enti

Resoconto dell'incontro del 20 maggio 2021

24/05/2021
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Durante l’incontro di giovedì 20 maggio si è anche svolto il confronto sul documento approvato dal Consiglio nella seduta del 6 maggio scorso: un “aggiornamento” del Piano di fabbisogno, che prevede una serie di assunzioni per mobilità e/o utilizzando le graduatorie vigenti di altri enti pubblici.

Per quanto riguarda la procedura di mobilità si tratterebbe di 40 Cter e 3 funzionari di amministrazione. Attraverso questa procedura si tenterà di risolvere i fabbisogni di alcuni uffici territoriali particolarmente in difficoltà.

Per le graduatorie esterne sarebbero già in corso contatti  - previa verifica della compatibilità con i profili necessari all’Istat - con alcune amministrazioni “affini”, per 7 funzionari di amministrazione (V livello), 6 collaboratori di amministrazione (VII livello) e alcune posizioni (ancora non determinate: al massimo 20) anche al III e II livello.

Abbiamo evidenziato quanto già espresso nel nostro comunicato al riguardo: appare assurdo usare graduatorie di altri enti, tanto più se - come appare da una prima ricerca - sono frutto di concorsi per titolo e colloquio! Per i concorsi banditi dall’Istat fermi da 3 anni non si riesce ad attuare una semplificazione minima e poi si attinge a graduatorie di altri enti frutto di un concorso per professionalità diverse e senza prove scritte? Sarebbe prima di tutto inspiegabile, in secondo luogo probabilmente illegittimo. Ricordiamo che l’Istat si è rifiutata negli scorsi anni ripetutamente di utilizzare le proprie graduatorie vigenti, perché non sarebbero più state rispondenti alla nuova organizzazione, nonché di eliminare le prove scritte dai concorsi del 2018, nemmeno dopo lo scoppio della pandemia e le numerose leggi intervenute che lo consentono e incentivano. Il direttore DCRU ha detto nell’incontro che vanno valutate, in particolare di numerose graduatorie ENEA, le “tipologie” di selezione (se con prove scritte o meno), oltre che i profili attinenti alle caratteristiche dell’Istat. Non accetteremo che si utilizzino graduatorie originate da concorsi di altri enti senza prove scritte, mentre sono in corso concorsi al III livello banditi dall’Istat e mentre è stata bandita una selezione ex art. 22 al terzo livello con tutti i problemi che abbiamo più volte evidenziato.

Abbiamo quindi chiesto di minimizzare gli ingressi da graduatorie di altri enti, soprattutto nei livelli I-III (dove le urgenze sono certamente minori), che di fatto tolgono opportunità concorsuali di sviluppo ai lavoratori interni, e di concentrare gli sforzi per far partire al più presto il concorso per il VI Cter (con modalità semplificate) prevedendo posti ad hoc per gli uffici territoriali, oltre che per i settori più colpiti dai pensionamenti di questi anni.

Abbiamo espresso perplessità per il reclutamento annunciato di 6 collaboratori di amministrazione da graduatorie di altri enti, visto che nel documento di aggiornamento approvato dal Consiglio erano previste invece 9 assunzioni di Cter: sarà necessario un nuovo aggiornamento dell’aggiornamento?

Abbiamo chiesto di aumentare i numeri previsti, anche in funzione delle cessazioni record che registriamo ancora in questi giorni.

Abbiamo inoltre chiesto, ancora una volta, di attivare l’art. 22 anche per i profili di ingresso dei livelli IV-VIII (Funzionario di amministrazione, Collaboratore di amministrazione, Collaboratore tecnico), anche per dare prospettive di sviluppo professionale ai dipendenti entrati nei profili più bassi, specialmente dalle “categorie protette”, che non potranno partecipare nemmeno ai concorsi riservati previsti da Funzionario di amministrazione.

I concorsi del 2018 al I livello dovrebbero chiudersi entro giugno.

Attendendo la versione finale dell’articolo 10 del DL 44/2021 “sblocca concorsi” è intenzione dell’amministrazione bandire prima dell’estate il concorso da VI livello CTER.

Entro luglio è previsto un sostanzioso aumento dei numeri del piano di fabbisogno: tra un mese ci sarà quindi un primo confronto con i sindacati sull’argomento.

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