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Orario di lavoro: chiediamo più flessibilità, l'Istat vuole più vincoli

Negli scorsi giorni si è consumato un primo forte scontro tra lavoratori e amministrazione su come cambiare l'orario di lavoro

13/12/2018
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Dopo la firma del CCNL 2016-2018, la FLC CGIL ha predisposto, dopo incontri con gli iscritti e assemblee, una piattoforma complessiva, comprendente proposte su tutti i temi, per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori dell'Istat. Molte delle proposte riguardavano l'orario di lavoro.

Due gli obiettivi di fondo del sindacato: aumentare i gradi di flessibilità, abolendo la vetusta "fascia obbligatoria" per i tecnici e amministrativi ed ampliando le possibilità di recupero di debiti e crediti orari ma anche con il lavoro agile e il telelavoro, e uniformare il più possibile l'orario di tutti i dipendenti, a prescindere dal profilo e dal livello.

Già a luglio invece l'amministrazione ha cominciato a parlare dell'orario utilizzando una lettura cavillosa del contratto, alla ricerca di diritti e permessi da abolire (perché non citati dal CCNL) o depotenziare. Allora riuscimmo a spiegare all'amministrazione che il CCNL prevede all'articolo 68 che si contratti per andare incontro a un bisogno di "maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare", e non di annullare tutto ciò che non è citato nella lettera del contratto.

Durante la riunione del 28 novembre, l'amministrazione ha scoperto le carte. Accanto a un ordine di servizio che ricopia il CCNL, con alcune maliziose aggiunte, sui permessi per gravi motivi, quelli legati alla Legge 104 e i permessi privati, si aggiungevano infatti disposizioni che intendevano liquidare tout court tutti i diritti introdotti all'Istat con la contrattazione integrativa 10 anni fa. In cambio il direttore generale dichiarava la disponibilità a discutere di una riduzione (ma non eliminazione) della fascia di presenza obbligatoria. Un resoconto della riunione si può leggere nel nostro comunicato del 30 novembre.

Le organizzazioni sindacali, per la prima volta tutte e 5 insieme, ovvero FLC CGIL, FIR CISL, Uil Scuola Rua, Gilda Unams e Snals Ricerca, hanno prodotto una nota unitaria e indetto un'assemblea per il 5 dicembre, che è stata partecipatissima e ha espresso un totale rigetto per le "proposte" dell'amministrazione.

Nell'incontro di mercoledì 12 dicembre l'atteggiamento della delegazione dell'amministrazione, peraltro limitata alla parte amministrativa vista l'assenza del dottor Fiorespino, è apparso molto più dimesso. Gran parte delle modifiche peggiorative sono state per il momento ritirate, su alcune c'è stato un passo indietro, rimangono alcune frasi abusivamente incluse nell'ordine di servizio, che comunque uscirà entro fine anno, dopo un ulteriore passaggio di consultazione sindacale. Nel comunicato della FLC CGIL del 13 dicembre si può leggere un resoconto dettagliato della trattativa.

Nel 2019 ripartirà la contrattazione, la FLC CGIL continuerà a lavorare per ottenere, insieme alle altre organizzazioni sindacali e con il coinvolgimento dei lavoratori, un orario di lavoro più al passo dei tempi e che migliori la vita e il lavoro per i dipendenti dell'Istat.

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