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L'ISTAT alla ricerca dei titoli perduti

"In previsione dello scorrimento" il servizio RCD chiede agli idonei di presentare i documenti "entro 30 giorni"

10/10/2017
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L'Istat ha previsto, nel piano di fabbisogno 2017-2019 e nel suo aggiornamento, di scorrere tutte le graduatorie di II livello e le ultime di III livello, oltre a uno scorrimento parziale dai precedenti concorsi di III e degli ultimi di VI livello.

Negli scorsi giorni a tutti gli idonei di II livello è stata inviata una nota dal Servizio Reclutamento, Contenzioso e Procedimenti Disciplinari (RCD), che mette insieme richieste che normalmente sono presentate separatamente.

Nella lettera agli idonei si chiede infatti di presentare - entro 30 giorni - i titoli non detenuti dall'Istituto o da altre PP.AA.. in particolare si chiede di portare "in originale o in copia conforme all'originale" i "titoli relativi al percorso di studio" e le "attestazioni di esperienze professionali svolti  [sic] presso soggetti privati".

La richiesta è motivata da due ragioni: il "fine di assicurare la completezza documentale del fascicolo personale", nonché "il riscontro delle dichiarazioni rese ai sensi dell'art. 71 del DPR n., 445/2000 e s.m.i.". 

L'Istat quindi da una parte si affida alla buona volontà del dipendente, per sopperire alla scarsa manutenzione dei fascicoli personali dei dipendenti dell'Istat, da anni in viaggio per magazzini di varie località del Lazio. 

Contemporaneamente l'Istat chiede i titoli per aiutarlo a scoprire se non si sia dichiarato il falso al momento del concorso, ovvero 6 anni fa, non si capisce con quali - eventuali - conseguenze.

Il tutto è condito dal termine di 30 giorni, scritto in neretto,  smentito subito dopo, visto che l'ufficio riceverà fino al 10 novembre, mentre la lettera è stata inviata il 3 ottobre 2017.

La nota, che sicuramente ha rappresentato un segnale positivo per gli idonei in vista dell'inquadramento, ha generato un malcontento generalizzato per la richiesta incongrua e poco chiara. Inoltre non è presente nessuna ipotesi di data della presa di servizio, impedendo ai dipendenti una serena programmazione della vita personale e lavorativa, che dovrebbe rappresentare un obiettivo dell'amministrazione stessa.

Abbiamo chiesto in questi giorni un incontro unitariamente, sia alla dirigente del Servizio RCD e al direttore del personale, sia al Direttore Generale.

Crediamo infatti che, oltre a seguire un iter "improprio" e diverso da quello adottato dall'Istat anche nel recente passato (i titoli mancanti venivano chiesti in modo puntuale e non generico), se questa prassi venisse effettivamente applicata e replicata per tutte le assunzioni previste dal Piano di fabbisogno, avremmo un Istituto completamente paralizzato dall'attività di ricerca e di consegna dei documenti per settimane e mesi.

Oggi, mercoledì 11 ottobre, si è svolto un incontro tra le organizzazioni sindacali FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA e ANPRI, il direttore della DCRU e la dirigente del servizio RCD. Alcune contraddizioni non sono state sciolte, altre forse sì. L'amministrazione si è comunque impegnata a diffondere una nota di chiarimento sulla questione, ribadendo che l'intenzione dell'Istat è di procedere con celerità a tutte le assunzioni previste dal piano di fabbisogno entro il 2017. 

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