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ISTAT: terza giornata di mobilitazione. Mercoledì 2 ottobre

I lavoratori Istat alla manifestazione a Montecitorio, poi in assemblea in aula magna. Nel tardo pomeriggio incontro con il presidente Golini

02/10/2013
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Questa mattina si è svolta la terza giornata di protesta all'Istat, per la stabilizzazione dei precari, verso lo sciopero di venerdì 4 ottobre. Un folto gruppo di lavoratori sia a tempo determinato che indeterminato ha partecipato per tutta la mattinata all'iniziativa unitaria a Montecitorio, durante la quale ha preso la parola anche una precaria dell'Istat.

Nel pomeriggio nell'aula magna stracolma si è svolta una nuova assemblea, nella quale i precari hanno presentato l'indagine svolta tra gli stessi lavoratori a termine dell'Istituto.

Dalle 17 si è invece svolto il primo incontro delle organizzazioni sindacali con il presidente Antonio Golini. L'incontro, richiesto dalla FLC CGIL in merito alle nuove assunzioni a tempo determinato che stanno avvenendo in questi giorni, ha visto all'inizio la partecipazione di una folta delegazione di precari, che hanno illustrato le rivendicazioni che hanno portato alla settimana di mobillitazione e allo sciopero di venerdì 4 ottobre e hanno consegnato ai dirigenti dell'Istituto i risultati della loro indagine.

Il presidente Golini ha affermato la sua assoluta intenzione di voler mantentere gli attuali precari all'Istat, su cui l'Istat ha investito, pur ammettendo le numerose difficoltà e i vincoli, e di lavorare a tutto ciò che sarà possibile fare allo scopo. Si è impegnato a aprire un confronto con i sindacati sulla questione e quindi a rivedersi a breve, nonché a cercare di intervenire presso i ministri, tra cui Saccomanni e D'Alia, per rappresentare la situazione dell'Istituto. L'amministrazione stessa ha fatto presente che il decreto 101/2013, così com'è, non rappresenta la soluzione e potrebbe anche peggiorare, per alcuni aspetti, la situazione. Soprattutto, non eliminando i vincoli sul turnover, non potrà mantenere quanto enuncia di voler fare.

Nell'intervento della FLC CGIL abbiamo ricordato che negli enti di ricerca sono almeno 15 anni che il canale unico di ingresso è quello a tempo determinato, a causa dei reiterati limiti alle assunzioni. E' un paese che non solo non investe in ricerca, ma pensa di fare sviluppo tagliandole i fondi.

Sulla questione dei nuovi ingressi a termine è emerso un atteggiamento pericoloso da parte dell'amministrazione, visto che si è voluto distinguere tra precari su "fondi esterni" e altri precari. I fondi esterni devono essere, come ribadito dalla FLC CGIL, gestiti in modo centralizzato e con il primario scopo, nell'attuale situazione, di prorogare o rinnovare i contratti dei precari attualmente presenti nell'ente. Altrimenti si rischia di aprire il vaso di Pandora e ricostruire un ulteriore bacino di precari, allo stato attuale con una prospettiva futura davvero flebile. Il direttore Costantino ha peraltro affermato che presumibilmente le cessazioni nel 2013 saranno meno della metà delle previsioni. Come FLC CGIL abbiamo stigmatizzato il comportamento dell'amministrazione, che sembra volere cambiare politica sul reclutamento, senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.

Sugli assegni di ricerca, la FLC CGIL ha ribadito l'assoluta contrarietà alla loro introduzione all'Istat: posizione illustrata più volte, anche per iscritto. Negli altri enti, che hanno abusato di questa forma contrattuale in passato, si sta tornando indietro. Sarebbe assurdo iniziare a intraprendere questa strada all'Istat. Non è possibile che gli enti di ricerca si trovino a mutuare il peggio della burocrazia ministeriale e contemporaneamente ll'estrema frammentazione contrattuale delle università.

Abbiamo anche ripetuto la nostra posizione sul reclutamento: finché siamo in emergenza, l'Istat deve concentrare le (scarse) risorse assunzionali sui canali per l'immissione in ruolo dei precari. Con le risorse attuali i precari non solo sono certi di non essere assunti in ruolo, se non in minima parte, ma rischiano anche di non poter essere rinnovati, quando finiranno le risorse censuarie.

Tutte le organizzazioni sindacali hanno auspicato un'azione comune di tutti i presidenti degli enti di ricerca sul governo e sul parlamento, perché si trovino risorse e soluzioni normative per il settore. Ci sarà uin nuovo incontro a breve.

Le mobilitazioni dei precari proseguono, l'appuntamento è per lo sciopero e la manifestazione a Santa Maria Maggiore di venerdì 4 ottobre, dalle 9.30.

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