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ISTAT: sull'accessorio il presidente si impegna a quantificare le risorse

C'è anche l'intenzione di cercare una sede nel quadrante Sud Ovest di Roma

22/02/2016
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Su richiesta delle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Fir Cisl, Uil Rua e Anpri questa mattina il Consiglio dell’Istat ha incontrato in aula magna il personale. Negli interventi di apertura sono stati ricordati i due punti su cui avevamo chiesto il confronto, cioè l’immediataquantificazione delle risorse per incrementare il salario accessorio in base all’art. 4 comma 3 e all’art. 9 comma 3 del CCNL 2000-2001, e la modifica del piano di razionalizzazione delle sedi, che deve includere l’opzione di ricerca di una sede alternativa a quella di viale Oceano Pacifico, più piccola, nel quadrante Sud Ovest di Roma.

ARTICOLO 4 COMMA 3

Sul primo punto è stato chiarito, come peraltro già espresso nella nota inviata al Consiglio, che è compito del Presidente e del Consiglioquello di valutare le risorse aggiuntive al salario accessorio. Si tratta infatti innanzitutto di una scelta politica dell’Istituto, e solo secondariamente tecnico-amministrativa. Alleva ha affermato che si tratta di un tema assolutamente prioritario anche per l’Amministrazione e che sono necessarie due settimane per un corretto dimensionamento delle risorse. Ha aggiunto che della questione sono state già investite sia le direzioni che il team della modernizzazione. Inoltre il presidente ha sostenuto che il carico di lavoro aggiuntivo sarà finanziato con un incremento della parte stabile del fondo accessorio, e che si utilizzeranno anche i risparmigenerati dalla modernizzazione stessa. La nota tecnica inviata nei giorni scorsi da Flc Cgil, Fir Cisl, Uil Rua e Anpri è stata citata più volte dal presidente, che ne ha riconosciuto la validità delle argomentazioni.

PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SEDI

Sul piano di razionalizzazione delle sedi, il presidente ha detto che nella riunione odierna del consiglio non si deciderà nulla. Saranno prese in considerazione le esigenze sollevate dalle organizzazioni sindacali, che emergono peraltro dall’indagine condotta dai lavoratori stessi. In particolare, il presidente ha assicurato che sarà presa in considerazione l'ipotesi di cercare un’altra sede ubicata nel quadrante Sud Ovest di Roma.

PRECARI

Sulla situazione dei lavoratori precari, 350 colleghi per i quali ad oggi non esiste un percorso di assorbimento in ruolo, Alleva ha ricordato la proroga triennale avvenuta a novembre 2014 grazie alla firma di un accordo tra l’Istat e le organizzazioni sindacali e ha ribadito inoltre che l’impegno per la stabilizzazione del personale precario è pienamente condiviso da Amministrazione e Consiglio. Abbiamo rinnovato la richiesta di prevedere, nei concorsi riservati, una procedura “snella” che tenga conto delle selezioni già effettuate dal personale precario, di lavorare alle modifiche normative necessarie – anche rispetto alla rideterminazione della dotazione organica dell’Istat - e soprattutto di mettere in campo soluzioni percorribili per reperire le risorse finanziarie necessarie per la stabilizzazione di tutti i precari attualmente in servizio.

CONTO TERZI

Sul conto terzi Alleva ha annunciato anche in questo caso che fra un paio di settimane saranno pronti un regolamento e una “dimensione” economica da sottoporre alla valutazione del Consiglio.

TELELAVORO

Infine è stato rilevato nuovamente il ritardo ingiustificabile con cui l’amministrazione sta affrontando il problema del telelavoro per il personale in situazione di disagio personale o familiare.  Il presidente ha preannunciato l’uscita di una nuova call, come previsto al punto 9 dell’Ordine del giorno della riunione del Consiglio. Abbiamo quindi nuovamente espresso la nostra contrarietà a una procedura, peraltro non prevista dall’attuale regolamento, che rischierebbe di allungare ulteriormente l’attesa per i lavoratori che hanno urgente bisogno di modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa. Alle persone in regola con i requisiti richiesti per i “disagi” devono essere garantite le condizioni per fruire del telelavoro in deroga al numero massimo attualmente previsto, tramite lo scorrimento delle graduatorie vigenti e l’attivazione immediata di nuovi progetti per coloro che hanno presentato domanda dopo l’ultimo bando. Deve inoltre essere aumentato al più presto in modo consistente il numero di posizioni massimo di telelavoratori.

Tra 15 giorni saremo quindi nuovamente in assemblea, e nel frattempo solleciteremo risposte su tutti i temi aperti.

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