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ISTAT. Piano di fabbisogno 2014-2016: prime osservazioni sulla bozza

Lunedì 24 marzo 2014 l'incontro con l'amministrazione

20/03/2014
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In previsione dell'incontro di lunedì 24 marzo sul piano di fabbisogno 2014-2016, l'amministrazione ha inviato una bozza del documento alle organizzazioni sindacali. Rimandando a una valutazione complessiva successiva all'incontro, anticipiamo una prima lettura del testo.

Proroghe dei contratti a tempo determinato

E' decisamente positivo che l'Istat dichiari nella bozza di piano di fabbisogno di voler utilizzare tutti gli strumenti disponibili, recependo  la circolare n. 5 della Funzione Pubblica del 2013. E' inoltre importante che si sia sgomberato il campo dalle ipotesi che pure alcuni dirigenti dell'amministrazione paventavano fino a qualche settimane fa. Non ci saranno "stacchi" tra un contratto e l'altro e ci saranno tre tipi di proroghe: la proroga finalizzata fino al 31 dicembre 2016 per i 130 precari che hanno i requisiti previsti dal Decreto D'Alia, la proroga in base alla legge sul censimento continuo per altri 234 precari fino al 31 dicembre 2015 e la proroga "ordinaria" per i 14 precari che sono entrati negli ultimi mesi. Ricordiamo che, oltre ai limiti di legge, per gli enti di ricerca il contratto nazionale prevede la possibilità di contratti a termine fino a 5 anni.

E' d'altro canto evidente, e crediamo ci debba essere un riferimento nel piano di fabbisogno, che i progetti dell'Istat per i prossimi anni, in primis il censimento permanente, hanno un orizzonte temporale decisamente più ampio rispetto alla fine del 2015 o del 2016. Per questo, come già detto e scritto, la FLC CGIL chiede di utilizzare lo strumento dell'accordo sindacale per dare un respiro pluriennale alle proroghe dei precari.

Turnover

Sul calcolo delle cessazioni degli anni passati, notiamo innanzitutto una serie di incongruenze tra i numeri presenti nel piano di fabbisogno vecchio e quello proposto oggi in bozza. Nel 2011 ci sarebbero state 83 cessazioni mentre secondo il vecchio piano erano 75, nel 2012 le cessazioni sono "salite" invece da 88 a 91... Grazie a queste misteriose "cessazioni a posteriori", si recuperano circa 75mila euro di risorse assunzionali.

Le cessazioni nel 2013 sono state 46 invece delle 53 programmate, mentre si stimano 34 cessazioni per il 2014 (un anno fa se ne stimavano 13), 16 nel 2015 (erano 7 secondo la vecchia stima) e 19 nel 2016.

Complessivamente quindi il turnover del quinquennio 2011-2015 utilizzabile a normativa vigente è pari a 4.107.379,96 euro, di cui 3.328.695,28 euro sono relativi al quadriennio 2012-2015, ovvero il periodo "speciale" individuato dal Decreto D'Alia, ovvero il DL 101/2013.

Non è chiaro se per il 2011 e il 2012 l'Istat ha già fatto richiesta di assunzioni, visto che nella bozza di piano c'è scritto che la domanda sarà fatta nel corso del 2014, mentre dalla nota allegata si evince che le richieste sono state già fatte. Se è così, con quali risorse? Quelle presenti nel piano di fabbisogno 2013-2015 o quelle presentate oggi?

Fabbisogno

Nelle tabelle per dipartimento presentate nella bozza di piano si riscontrano varie incongruenze: ad esempio il DIQR avrebbe necessità di 171 nuove risorse a tempo indeterminato solo per il 2014 (necessità assente nel vecchio piano di fabbisogno), mentre il DICA esprime un fabbisogno di sole 8 unità nel triennio.

E' peraltro incredibile che alcuni dipartimenti chiedano ancora oggi, nel 2014, nuovi tempi determinati.

Rispetto all'anno scorso, si riscontra un'assenza totale di riferimento alle progressioni contrattuali ex art. 54 e ex art. 15. Sarebbe corretto invece darne conto, considerando che la FLC CGIL chiede, almeno per l'art. 54, che si possa dare un segnale, anche se solo a livello giuridico, nell'ambito della contrattazione integrativa.

Attivazione delle procedure di "reclutamento speciale" (DL 101)

E' positivo che l'Istat dichiari l'intenzione di applicare i meccanismi di reclutamento "speciale" previsti dal Decreto D'Alia. Meno positivo è che decida di stanziare complessivamente per le procedure di reclutamento speciale ordinario e transitorio solamente i residui del quadriennio, ovvero poco più di 200mila euro, sufficienti a mettere a bando simbolicamente 1 posto al III livello e 1 posto al VI per entrambe le procedure.

Crediamo che su questo strumento, ovvero il reclutamento speciale, debba essere impiegato il massimo possibile, ovvero il 50% delle risorse del quadriennio 2012-2015, pari a 1.664.374,64 euro, ovvero poco più di 40 posti, da distribuire in proporzione ai vari profili e livelli per il reclutamento speciale transitorio. Con l'analoga cifra che deve essere stanziata, a norma vigente, per le procedure di reclutamento "ordinario", si può comunque terminare lo scorrimento dei vincitori del concorso da VI livello e avere oltre 1 milione e 400mila euro per assunzioni e/o scorrimenti. E' invece prematuro ragionare oggi sul "reclutamento speciale ordinario" previsto dal D. Lgs. 165 come modificato dal DL 101.

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