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ISTAT: La FLC CGIL abbandona il tavolo

NO allo stallo della trattativa!

22/09/2016
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Al tavolo di trattativa di oggi 22 settembre 2016 erano all’ordine del giorno 3 questioni: l’articolo 54, il salario accessorio 2015-2016 e le anticipazioni di fascia. Sul primo punto l’amministrazione ha inviato una bozza di accordo con allegato, nulla sugli altri due punti all’ordine del giorno. La delegazione della FLC CGIL ha chiesto preliminarmente se fossero disponibili al tavolo documenti su questi punti. La risposta è stata negativa. Sulle anticipazioni di fascia l’amministrazione avrebbe distribuito solo una “nota tecnica”. Sul salario siamo fermi all’idea illustrata ad agosto dal direttore generale di utilizzare i fondi aggiuntivi variabili per pagare l’indennità di ente mensile “a posteriori”, rendendola – appunto – variabile e quindi snaturandone la sostanza. Una proposta che già allora era stata rifiutata unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali. A quel punto la delegazione della FLC CGIL ha abbandonato la riunione, non essendoci i presupposti per una discussione che avrebbe portato a fare passi avanti nella trattativa.

Sulla questione del fondo, in assenza del verbale della “conferenza di servizi” di agosto (che ancora non sarebbe “ufficializzato”), non è chiaro se la proposta dell’amministrazione sia l’unica percorribile. La nostra proposta è di considerare le risorse aggiuntive immediatamente utilizzabili per pagare le poste variabili del fondo (straordinari, indennità particolari, produttività), o – se utilizzabili solo a consuntivo – di traslarle sul fondo dell’anno successivo (quello in cui sono effettivamente certificate) e quindi utilizzarle per pagare le somme variabili. L’amministrazione non può fare finta di non conoscere la nostra posizione, già esplicitata da settimane.

Sulla questione dell’articolo 54 la nostra proposta iniziale era quella di chiudere un accordo snello, mantenendo i criteri generali dell’ultima volta, salvo specificare un punteggio dedicato a chi era idoneo alle ultime selezioni dell’articolo 54. L’amministrazione – con l’intento dichiarato di velocizzare le procedure – ha fatto invece una proposta in cui si dettagliano le categorie e i relativi punteggi massimi. Su questi abbiamo inviato una nota di carattere generale condivisa con le altre organizzazioni sindacali, lasciando al tavolo il momento per esporre le posizioni di dettaglio di ciascun sindacato. Elenchiamo quindi qui le richieste della FLC CGIL, peraltro in gran parte già note, rispetto alla bozza inviata dall’amministrazione:

  • Chiediamo di aumentare il punteggio complessivo per l’anzianità, anche in virtù del fatto che si vuole introdurre una doppia valutazione (anzianità di servizio e anzianità nel profilo/livello), diminuendo conseguentemente i punteggi per la formazione e l’attività svolta.
  • Vanno eliminate le limitazioni temporali per corsi di formazione e titoli, che rischiano di produrre discriminazioni.
  • Nella valutazione dei titoli, oltre al punto 2, vanno eliminati il punto 1 e il punto 4 (inutili) e il punto 5 (non si capisce a cosa si riferisca).
  • Va diminuito il punteggio massimo dedicato alle idoneità a concorsi pubblici e ai titoli di studio superiori.
  • Va esplicitata la clausola, prevista dal contratto nazionale, di ricorso all’apposita commissione in caso di disaccordo sul punteggio attribuito dal dirigente per l’attività svolta.
  • All’articolo 2 chiediamo un riferimento esplicito alla data del 1° gennaio 2017 per la decorrenza delle prossime procedure articolo 54.

La questione dei tempi è centrale. Se la produzione di un accordo dettagliato porta a un inutile ed infinito mercanteggiamento, chiediamo di tornare ad un accordo snello. Per ottenere una procedura veloce è invece condizione necessaria che si costituiscano più commissioni di concorso, nelle quali siano rappresentati i diversi settori dell’Istituto, affinché la velocità non produca distorsioni nei giudizi.

La FLC CGIL chiede quindi la produzione immediata di documentazione che faccia andare avanti il tavolo, altrimenti sarà necessario fare ripartire la mobilitazione, auspicabilmente in modo unitario.

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