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ISTAT: incontro sul Piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL)

Resoconto della riunione dell'11 novembre 2021

17/11/2021
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Si è svolto giovedì 11 novembre aprile 2021 un incontro di aggiornamento tra le organizzazioni sindacali, la RSU di Roma e la mobility manager (MM) dell’Istituto Patrizia Grossi. Hanno partecipato alcuni colleghi del gruppo Ciclistat. Ancora una volta, mancava la delegazione di trattativa dell’amministrazione.

Le delegazioni dei sindacati e della RSU di Roma hanno chiesto aggiornamenti sulle varie questioni che portiamo avanti da tempo.

Il garage nel polo centrale non è ancora utilizzabile, nonostante, secondo la mobility manager sia già a norma e potrebbe contenere altre 200 postazioni bici più altri posti per macchine, motociclette, biciclette elettriche e monopattini. Ad oggi però non si conosce ancora la data in cui verrà liberato dai lavori. Niente ci è stato detto sugli interventi preparatori che avevamo chiesto fossero svolti nell’immediato in modo che l’area sia predisposta ed utilizzabile dai dipendenti in tempi rapidi.

Per le biciclette elettriche ancora non si conosce la norma che – secondo l’amministrazione - ne impedirebbe il parcheggio dentro l’istituto.

Abbiamo chiesto che sia trovato uno spazio al chiuso anche per la sede di Liegi per il parcheggio delle biciclette pieghevoli. Inoltre, abbiamo segnalato che la rastrelliera rimane posizionata sul marciapiede in un luogo non “a vista” degli addetti alla vigilanza, con rischio di furti. Si è svolto un sopralluogo a cura della direzione generale e della DCAP e ci sarebbe quindi il consenso ad ampliare il numero di postazioni.

Via Depretis sarebbe stata scelta come area per posizionare 10 “bici box”, andando così a sostituire la zona che era stata a suo tempo ipotizzata per il parcheggio delle biciclette e per cui erano state chieste delle migliorie in termini di sicurezza. L’intervento di acquisto delle “bici box” è estremamente costoso, e non se ne conosce ancora l’iter formale.

È stato sottolineato, in questa fase, il problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici, che andrebbe considerato come criterio per la suscettibilità, in particolare per chi abita lontano dall’ufficio e ha necessità di una lunga percorrenza. Per questa categoria di personale, a lungo termine, una soluzione potrebbe arrivare dalla diffusione di spazi di coworking sul territorio.

È auspicabile che le attività della mobility manager siano finanziate con appositi fondi, ad esempio per l’acquisto di mezzi e navette elettriche. Occorre monitorare i progetti che accompagneranno il PNRR in chiave di transizione ecologica.

La mobility manager ha illustrato il documento piano spostamenti casa lavoro (PSCL), declinato per le 18 sedi territoriali, che l’Istat dovrà adottare entro il 22 novembre 2021, volto a promuovere la mobilità sostenibile. Per le sedi romane il documento prevedere un piano di implementazione, mentre per le altre sedi rimane un documento programmatico. Il documento, tra le altre cose, presenta un’interessante analisi dell’offerta di trasporto sul territorio, quindi analisi di: accessibilità parcheggi auto, operatori mobility sharing sul territorio con cui stipulare convenzioni, ciclabilità, bus navette, trasporto locale, car pooling, adesione incentivi green, etc.

La mobility manager ha sottolineato la disponibilità dell’app JoJob, scaricabile dai dipendenti Istat, attraverso cui i dipendenti Istat possono usufruire, gratuitamente, dei servizi di car pooling. Ha inoltre annunciato che si sta siglando una convenzione con Uber Lime e si sta vagliando l’ipotesi di acquisto di “bici box” al fine di risolvere il problema del parcheggio di biciclette, anche elettriche, e monopattini.

Condivisibili le considerazioni sull’impatto che lo smart working emergenziale ha avuto sull’inquinamento, così come il lavoro avviato dai mobility manager per la predisposizione di aree di co-working presso istituti pubblici, in vista del lavoro agile post-emergenziale.

Sicuramente gli interventi posti in essere dalla mobility manager sono importanti e sono indice di un’attenzione alla mobilità green che non si è mai avuta in Istituto. Rimangono però troppe questioni irrisolte.

Inoltre, non possiamo prescindere dal fatto che siamo ancora in una situazione di emergenza pandemica, e che andrebbero predisposti interventi differenti a brevissimo termine, volti all’utilizzo del mezzo privato, da affiancare agli interventi a medio-lungo termine, in ottica di sostenibilità ambientale.

La mobility manager si è dimostrata comunque disponibile ad iniziare una collaborazione con le organizzazioni sindacali e le RSU di Roma su un progetto di co-working e per un ragionamento condiviso sull’utilizzo di una quota maggiore dei benefici assistenziali per la mobilità sostenibile.

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