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ISTAT: incontro su sedi e salario accessorio

Resoconto del tavolo del 31 maggio 2019

03/06/2019
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Si è svolto venerdì 31 maggio un incontro di contrattazione tra le organizzazioni sindacali e la delegazione dell’amministrazione. All’ordine del giorno il tema delle sedi e quello del salario accessorio, con tutte le questioni collegate (art. 53, 54, indennità di ente, straordinari, reperibilità…).

SEDI

Il direttore generale ha introdotto la questione delle sedi di Roma. Le proposte dell’amministrazione saranno inviate per iscritto come informativa nei prossimi giorni.

L’intervento di Camisasca ha seguito a grandi linee la nota sulle sedi inviata dalla FLC CGIL lo scorso 22 maggio.

A lungo termine, l’Istituto mantiene l’obiettivo di arrivare alla sede unica, anche se i tempi sono al momento incalcolabili e prima del taglio del nastro ci sono numerosi passaggi non scontati. Il direttore generale ha peraltro affermato che la dislocazione su più sedi sul territorio romano non rappresenta solo un problema, ma anche un valore, visto che i dipendenti sono in gran parte domiciliati in prossimità delle sedi di assegnazione.

A medio termine, il direttore ha proposto un aggiornamento del piano di razionalizzazione delle sedi romane dopo l’estate, basato sulla valorizzazione del polo centrale e su un investimento maggiore sulle sedi di proprietà (Liegi e Depretis 74) rispetto a quelle in locazione. 

settembre l’Istituto potrebbe promuovere un’indagine sulle sedi romane rivolta ai dipendenti.

Il direttore generale ha inoltre ribadito l’intenzione di valorizzare e potenziare il ruolo del mobility manager.

DEPRETIS 77

La proprietà ha confermato che i lavori cominceranno il 1° agosto, quindi l’Istat programmerà i trasferimenti del personale tra l’ultima settimana di giugno e fine luglio.

Il piano di riallocazione sarà oggetto di uno specifico confronto con le organizzazioni sindacali.

La proprietà non ha fornito tempi certi per il rilascio della sede dopo i lavori.

Dopo il confronto con i direttori, l’Istat ha intenzione di portare al Consiglio del 12 giugno una proposta di mantenimento dell’attuale numero di postazioni all’interno del polo centrale, realizzabile attraverso la ricerca di una nuova sede o la riacquisizione di quella attuale. In entrambi i casi sono necessari diversi passaggi formali.

I trasferimenti da via Depretis 77 saranno quindi previsti all’interno di una situazione emergenziale e transitoria.

L’amministrazione ha individuato per i trasferimenti temporanei circa 40 postazioni a via Balbo, 30 a viale Liegi e 35 a via Tuscolana (la sede di piazza Marconi non avrebbe capienza). Questo conteggio è prudenziale e tiene quindi conto dei vincoli di sicurezza, di ulteriori lavori di ristrutturazione e di altri motivi organizzativi (ad esempio la task force sui collegi elettorali). Altre postazioni condivise (cupola) potrebbero essere date in prelazione alla DCME.  Abbiamo chiesto di individuare ulteriori postazioni nel polo centrale e a Piazza Marconi, anche tenendo conto dei pensionamenti previsti.

Il criterio della unitarietà dei servizi non sarà quindi rispettato, sotto la responsabilità del direttore della DCME.

Ulteriori strumenti come la razionalizzazione delle postazioni dei telelavoratori e l’utilizzo sperimentale del lavoro agile saranno presi in considerazione, già nella riunione con i sindacati programmata per il 10 giugno. Anche in seguito al bando di telelavoro, se si liberassero ulteriori postazioni nel polo centrale, saranno utilizzate per il rientro di altri lavoratori della DCME trasferiti. Abbiamo chiesto di attivare dei posti di telelavoro in più rispetto a quelli già previsti, proprio in conseguenza dei disagi legati ai trasferimenti, nonché una immediata sperimentazione del lavoro agile.

L’amministrazione sta pensando inoltre all’attivazione di una navetta tra Balbo e Liegi, anche in collaborazione con altri enti pubblici o privati. Abbiamo inoltre suggerito l’acquisizione di biciclette condivise per lo spostamento tra le due sedi.

A nostra domanda, il direttore generale ha risposto che i lavoratori tutelati dalla legge (legge 104 e dirigenti sindacali) tra quelli della DCME sono 23. Abbiamo chiesto un’estensione ai colleghi con figli piccoli, com’era accaduto nel 2016.

Abbiamo chiesto di far partire immediatamente dopo la decisione del Consiglio e prima dei trasferimenti la procedura di acquisizione di una sede nel polo centrale, anche considerando la possibilità di ampliare il numero di posizioni totale. Solo in questo modo si darebbe concretezza alla temporaneità ed emergenzialità dei trasferimenti.

Per quanto riguarda la collocazione dei dipendenti da trasferire, abbiamo ribadito che occorre derogare integralmente all’unitarietà dei servizi (non solo per chi è tutelato dalla legge), chiedendo al personale la sede preferita, eventualmente anche in altre strutture dell'Istituto. 

MARCONI

Il direttore generale ha ammesso che la situazione della sede non è adeguata, in particolare per quanto riguarda il mezzanino e la mancanza di un punto ristoro interno. Ha poi ritenuto parzialmente adeguata la “soluzione” di acquisizione degli spazi al piano terra e della sala delle colonne, che necessiterebbero peraltro di lavori per essere adibiti agli usi per i quali l’Istat ha necessità. Ha invece promesso un ragionamento effettivo sulla possibilità di utilizzo del codice 260 per consentire una parità di trattamento con il resto del personale romane per quanto riguarda la fruizione dei pasti.

LIEGI

Oltre ai lavori di ristrutturazione, la proposta dell’amministrazione è di recuperare la rampaoggi non utilizzata, per creare parcheggi per moto e biciclette.

TUSCOLANA

Il direttore generale ha visitato brevemente la sede mercoledì dopo gli accadimenti che hanno portato alla chiusura il 20 maggio scorso a seguito della quale si è svolta un’assemblea indetta dalla RSU, e ha detto che ci tornerà il prossimo venerdì 7 giugno.

SEDI TERRITORIALI

Il direttore generale ha previsto un apposito approfondimento durante l’incontro con i sindacati del prossimo 10 giugno. L’ennesimo rinvio, che abbiamo stigmatizzato con forza! Abbiamo fatto notare che spesso c’è stata una colpevole disattenzione da parte dell’amministrazione sulle sedi territoriali, citando come esempi i casi di Palermo, Ancona e Trieste, nonché la scandalosa situazione della sede di Genova, per la quale non è stato ancora portato alla firma l’accordo sull’orario di lavoro richiesto dai sindacati e dalla RSU.

L’Istat sostiene di avere concluso in questi giorni il processo di acquisizione in locazione della nuova sede di Potenza, di proprietà governativa.

INCENTIVI ALLA MOBILITÀ

Il direttore generale ha letto il materiale prodotto dall’amministrazione ormai tre anni fa. Incredibilmente siamo tornati alla casella di partenza. Camisasca infatti sostiene che proverà nuovamente, come aveva fatto all’inizio Antonucci, a convincere i revisori della possibilità di investire i fondi recuperati dal part time per misure a sostegno del benessere di tutti i lavoratori e non solo di quelli trasferiti. Non ci sono commenti.

SALARIO ACCESSORIO: COSTITUZIONE DEL FONDO 2018 IV-VIII

L’Istat ha avuto incontri con MEF e FP che avrebbero confermato la correttezza dei metodi utilizzati per la costituzione del fondo in conseguenza della stabilizzazione dei precari. Il MEF avrebbe inoltre cambiato orientamento sui ratei della RIA, chiedendo all’Istat di decurtarli dal fondo, per motivi inspiegabili. Abbiamo chiesto di confermare l’importo nel fondo. Infine, MEF e FP avrebbero chiesto a tutti gli enti di costituire con una delibera a parte il fondo destinato all’art. 54.

La richiesta unitaria è stata quella di inserire nelle premesse dell’accordo, o direttamente nella delibera di costituzione del fondo se sarà rifatta, due frasi che chiariscono che l'incremento del fondo in conseguenza delle stabilizzazioni è stato fatto dall’Istat con criteri minimali in attesa di una circolare applicativa delle norme e che, vista l'intesa firmata il 24 aprile dal governo e dalle organizzazioni sindacali, il fondo potrà essere rivisto in funzione delle norme previste dal primo periodo dell'art. 3 dell'intesa.

ARTICOLO 54

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto unitariamente la costituzione immediata del fondo (a parte) dell’articolo 54 per il 2019 e l’apertura urgente del confronto sullo stesso. L’amministrazione ha ribadito che l’obiettivo condiviso è di chiudere le selezioni dell’art. 54 entro l’anno.

SALARIO ACCESSORIO: ACCORDO 2018 IV-VIII

Le richieste unitarie, oltre a quanto già detto sul fondo, sono la riduzione degli straordinari a 500mila euro (ad oggi la proposta dell’amministrazione è scesa da 600mila a 580mila) e l’eliminazione della parte sulla reperibilità o la sua sostituzione con un richiamo a quanto già concordato due anni fa (volontarietà e call, periodo di sperimentazione e confronto sindacale sul disciplinare). In mancanza di accordo su questi punti, che si aggiungono all’incremento dell’indennità di ente mensile, le organizzazioni sindacali hanno proposto uno stralcio sull’art. 53, in modo da regolarizzare la situazione dei numerosi colleghi in attesa. L’amministrazione si è impegnata a produrre nei prossimi giorni un’ipotesi di accordo aggiornata che vada incontro alle richieste sindacali.

SALARIO ACCESSORIO: I-III

Le richieste unitarie sono state quelle di costituire immediatamente il fondo 2018 e inserirlo in un “pacchetto” di 2 annualità insieme con il 2017 e di fornire immediatamente una bozza di bando per gli anticipi di fascia, quantificando le somme non spese degli anni precedenti, con l’obiettivo di distribuirle al personale. E’ stato quindi chiesto di velocizzare la procedura per le fasce ordinarie.

Il fondo accessorio sui I-III del 2018 sarebbe pronto, ma l’amministrazione non è certa dei criteri utilizzati per la costituzione, comunque dovrebbe mandare una bozza ai sindacati nei prossimi giorni, sollecitando comunque la firma dell’accordo sul 2017. Sarà inviata anche la bozza del bando per gli anticipi di fascia.

CONCORSI DI III LIVELLO

Abbiamo chiesto conto della comunicazione apparsa sulla Intranet, in contraddizione con quanto scritto in Gazzetta ufficiale, in merito alle prove dei concorsi di III livello da ricercatore e tecnologo.

E’ stato chiarito dal direttore del personale che l’Istat non ha ancora deciso se attivare le prove preselettive per le due aree da ricercatore (socio-demografica e raccolta dati) e una da tecnologo (raccolta dati) per le quali il numero di domande ha superato la soglia prevista dal bando. Abbiamo chiesto in ogni caso di rettificare e chiarire l’informazione sia sulla Intranet che sul sito web dell’Istituto. L’amministrazione non ne ha alcuna intenzione.

Ricordiamo che la nostra richiesta è che, se questi concorsi saranno confermati, le prove preselettive non si svolgano, o che ne siano esentati almeno i colleghi che hanno avuto in passato un contratto o un'idoneità di III livello.

ALTRO

Abbiamo sollecitato ancora una volta una risposta su SPC Cloud Lotto 1, la calendarizzazione di un incontro urgente sulle missioni degli uffici territoriali e di altri incontri tra fine giugno e inizio luglio su anzianità, concorsi e piano di fabbisogno.

Abbiamo chiesto inoltre di parlare delle chiusure forzate, ricordando le firme di centinaia di dipendenti raccolte in 2 giorni, anche nella prossima riunione, già fissata per il 10 giugno.

Le nostre richieste in merito alla calendarizzazione deli incontri erano peraltro state inviate all’amministrazione il 29 maggio.

Il decreto “sbloccacantieri” ha nuovamente cambiato la normativa sugli incentivi ai RUP, ma l’Istituto vorrebbe trovare una soluzione al più presto.

È stata annunciata una bozza di ordine di servizio sul giorno di chiusura in corrispondenza del santo patrono nelle sedi territoriali. Commenteremo la bozza quando ci sarà inviata, ma deve essere chiaro che la chiusura delle sedi territoriali di un ente nazionale di ricerca non è una decisione che può prendere l’ufficio del personale, piuttosto spetta agli organi decisionali dell’Istat, tenendo conto delle attività di produzione. In ogni caso, crediamo che qualsiasi provvedimento debba intervenire a partire dal prossimo anno.

E’ stato fissato un incontro per il 20 giugno sull’anzianità a tempo determinato e i congedi parentali a ore. Attendiamo la convocazione ufficiale.

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