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ISTAT: confronto su lavoro agile e calendarizzazione degli impegni per i prossimi mesi

Resoconto dell’incontro del 21 luglio 2020

23/07/2020
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L’incontro di martedì 21 luglio ha posto le basi per un possibile nuovo verbale d’intesa, come previsto dall’ultimo accordo del 9 luglio, in merito alle modalità di continuazione del “lavoro agile” dopo il 31 luglio.

In base anche alle nuove norme (in particolare l’articolo 263 del DL Rilancio nella sua forma definitivamente approvata dal parlamento), dal 15 settembre la modalità di lavoro agile nella Pubblica Amministrazione non è più “ordinaria”, e cade il legame tra presenza in sede e “indifferibilità” dell’attività. Nonostante ciò, fino al 31 dicembre 2020 lo stesso decreto prevede la continuazione delle modalità “straordinarie” di lavoro agile che bypassano gli accordi individuali previsti normalmente dalla normativa.

Il decreto definisce delle percentuali: il 50% del personale in lavoro agile fino al 31 dicembre, successivamente “almeno il 60%” se l’amministrazione approva il POLA  (Piano Operativo del Lavoro Agile), o “almeno il 30% in caso contrario. L’amministrazione ha concordato con la FLC CGIL sul fatto che queste indicazioni rappresentano delle indicazioni di massima ovvero che possano essere lette anche in termini di giornate di lavoro agile per tutti, anziché limitarne il diritto a una parte del personale.

Si veda qui per un’analisi dettagliata del DL Rilancio a cura della FLC CGIL

Concretamente, l’amministrazione avrebbe in mente di riaprire tutte le sedi, comprese quelle territoriali e anche, parzialmente, viale Liegi, entro il 15 settembre, utilizzando il tempo dal 24 agosto al 14 settembre come fase di “test”, per consentire una graduale ripresa del lavoro delle ditte esterne (tra le quali quella delle mense) e per dare modo al medico competente delle sedi romane di somministrare un nuovo questionario per definire l’“idoneità” a tornare in sede.

Al momento, anche seguendo le indicazioni del medico competente, è previsto che alla riapertura delle sedi rimanga la previsione di una sola persona per stanza, il che ovviamente, come abbiamo evidenziato, renderà necessario un uso intensivo del lavoro agile straordinario (602), presumibilmente fino a fine anno.

Abbiamo quindi proposto di stabilire fin da ora delle “macrofasi”, cercando di avvisare il personale con un congruo anticipo sulle decisioni prese: 

  • la prima, che presumibilmente durerà dal 1° agosto al 14 settembre, dovrebbe semplicemente prorogare le attuali misure.

  • una seconda, di rientro iniziale, che secondo noi dovrebbe essere principalmente basata sulla volontarietà e la rotazione.

  • una terza fase mista tra attività in presenza e lavoro agile, salvaguardando ovviamente tutte le posizioni di fragilità, fino al 31 dicembre o comunque al rientro alla “normalità”: gradualmente potrebbe diminuire il numero di giorni in “602” (lavoro agile per coronavirus) e aumentare quello di “600” (lavoro agile ordinario).

  • la quarta fase a regime, ovvero quella di ritorno alla “normalità”, con un utilizzo comunque massiccio di lavoro agile ordinario (codice 600).

E’ stato già concordato dall’amministrazione che i primi a rientrare a settembre saranno solo i cosiddetti “codici verdi”, come tali definiti dal medico competente. A tal proposito abbiamo ricordato le nostre perplessità sulle modalità della somministrazione del questionario da parte del medico competente romano, e sottolineato come in alcuni casi non abbia apparentemente preso in considerazione situazioni non strettamente “sanitarie”, come ad esempio la coabitazione con figli piccoli e la necessità dell’utilizzo di mezzi pubblici per recarsi al lavoro. L’amministrazione ha acconsentito a un confronto del medico con gli RLS per valutare eventuali migliorie alla procedura. 

Su nostra richiesta, è stato fornito il dato attuale riguardante le sedi romane: 980 “semafori” verdi, 190 gialli, 480 rossi, 60 neri (non rispondenti). 

Sempre su sollecitazioni sindacali, la dottoressa Buratta ha assicurato uno sforzo di coordinamento per fare in modo che le sedi territoriali siano tutte allineate per quanto riguarda questi aspetti.

La FLC CGIL ha quindi sollecitato la costituzione di tutti i comitati di monitoraggio previsti dal verbale del 9 giugno, sia quello nazionale sia quelli locali.

Si sono quindi affrontati gli argomenti relativi ad alcune caratteristiche del “lavoro agile”, sia in questo periodo (602) che in generale, come previsto dal verbale d’intesa del 9 luglio.

  • Il codice 602X, istituito con il verbale del 9 luglio, sarà utilizzabile dal 1° agosto per completare la giornata lavorativa svolta parzialmente in presenza, fino al 31 dicembre

  • dal 1° agosto al 31 dicembre ci sarà un minuto simbolico di “fascia di compresenza” dalle 12.44 alle 12.45 in caso di lavoro in presenza

  • Sarà definita una fascia di “contattabilità” del dipendente in caso di lavoro agile. Noi abbiamo proposto che, come previsto dal regolamento sul lavoro agile, sia al massimo di due ore e “contrattata” tra il dipendente e il dirigente in modo flessibile. L’amministrazione al momento propone due fasce (antimeridiana e pomeridiana) fisse e uguali per tutti.

  • Sarà introdotto un ulteriore codice per il lavoro agile “orario” per completare la giornata lavorativa in caso di fruizione di alcuni permessi da definire: certamente rientrano in questa fattispecie i permessi 104 orari, quelli per allattamento, e i permessi per partecipazione ad assemblea sindacale.

  • Il recupero dei debiti e crediti orari dovrebbe essere prorogato fino al 31 dicembre 2020.

  • Saranno definiti alcuni principi per garantire il diritto alla disconnessione.

  • Saranno stabiliti criteri per l’organizzazione del lavoro e il rapporto tra responsabili e dipendenti in relazione agli obiettivi lavorativi.

Rimane inoltre aperta la questione sui turni e le relative indennità rispetto al lavoro agile, così come quella dei buoni pasto dopo il 31 luglio (si attende un parere del collegio dei revisori in merito) e per le categorie attualmente scoperte. Abbiamo vivamente protestato per la mancata messa a disposizione, oltre un mese dopo la richiesta unitaria, di un documento sulle attuali posizioni a turno. 

La discussione è stata lunga ed approfondita e poco spazio è rimasto per finalizzare la calendarizzazione degli impegni relativi alla contrattazione, alla valorizzazione professionale, alle erogazioni di quanto dovuto al personale. 

Per questo abbiamo chiesto di avere un ulteriore incontro quanto prima su questi temi e l’amministrazione ha riconvocato il tavolo per martedì 28 luglio. Abbiamo anche sollecitato l'incontro di aggiornamento sulla situazione delle mense e dei cambi di appalto.

La FLC CGIL ha in ogni caso chiesto di mettere tra le priorità quelle relative allo sviluppo professionale e al reclutamento, a cominciare da una veloce ricostituzione del fondo articolo 90 per il 2019 (quello destinato alle progressioni articolo 54), già concordata come comunicato nella nostra newsletter del 10 luglio, con il recupero delle somme dei pensionamenti che solo parzialmente sono entrate nel fondo negli scorsi anni, nonché del fondo per il salario accessorio per l’anno 2019, necessario per la trattativa sull’articolo 53. 

Parallelamente vanno velocizzate tutte le procedure di sviluppo professionale già previste dal piano di fabbisogno (concorsi art. 22 per i sottoinquadrati, selezioni articolo 15, anticipi di fascia, concorsi pubblici con riserva) che vanno semplificate in base alla normativa “covid” e adeguate nei numeri.

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