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ISTAT, buoni pasto in lavoro agile “602”: confronto tra sindacati e amministrazione

Resoconto dell'incontro del 23 aprile 2020

27/04/2020
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Giovedì 23 aprile si è svolto un confronto in webmeeting tra le organizzazioni sindacali FLC CGIL, Cisl, Uil, Gilda e Snals, e l’amministrazione, presente con il direttore generale Camisasca, la delegazione dell’amministrazione composta da Vittoria Buratta e Paolo Weber.

Dopo il protocollo d’intesa firmato il 3 aprile dal ministero della pubblica amministrazione e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e successivamente con altre confederazioni autonome, si è riaperta la possibilità di valutare se e con quali regole erogare i buoni pasto anche in lavoro agile, data la situazione emergenziale.

Durante l’incontro la FLC CGIL ha sostenuto l’opportunità di erogare i buoni a tutto il personale, per i giorni lavorati in qualsiasi modalità durante questi mesi e nei prossimi, finché non sarà finita l’emergenza.

Parallelamente, rappresentando l’esigenza manifestata da molti lavoratori, abbiamo ribadito la proposta di dare a ciascun dipendente la possibilità di rinunciare, in tutto o in parte, ai buoni spettanti organizzando con le risorse “risparmiate” una donazione centralizzata per scopi sanitari o di solidarietà. Abbiamo fatto come esempio la Protezione Civile e l’associazione Solidai, perché certamente non riconducibili a una parte sindacale o politica.

Sostanzialmente tutte le organizzazioni sindacali, con alcune sfumature, hanno sostenuto le stesse proposte.

Il direttore generale ha fatto capire che la discussione è aperta e senza preclusioni, l’Istat ha approfondito la possibilità di erogare i buoni pasto. E’ stato posto un problema contabile, visto che dai primi calcoli effettuati dal servizio GRL sembra che erogare i buoni pasto nei mesi di marzo e aprile 2020 aumenterebbe la spesa del 20/30% rispetto agli stessi mesi del 2019.

In altri enti si è già proceduto a un verbale o protocollo sindacale che ha sbloccato i buoni pasto. Abbiamo fatto presente che anche in alcuni enti del comparto si stanno finalizzando accordi in tal senso. Abbiamo anche precisato che il parere “giuridico” che nega la possibilità di erogare i buoni pasto negli atenei espresso dal CODAU (i direttori generali delle università) per la FLC CGIL è del tutto illegittimo e senza basi reali.

Sulla possibilità di gestire le donazioni dei dipendenti per uno o più scopi benefici attraverso la rinuncia al buono pasto, il direttore generale ha espresso perplessità, anche viste le “differenti sensibilità” nel fronte sindacale.

Non essendo chiaro quale sia il problema in termini ragionieristici, abbiamo comunque chiesto di procedere da subito a un verbale d’intesa e ad erogare quanto dovuto.

Per quanto riguarda i presunti problemi economici, abbiamo ricordato che non siamo in una situazione normale e che l’emergenza sta avendo come conseguenza spese impreviste (come ad esempio quelle che saranno affrontate per i dispositivi di protezione individuale) e risparmi (come quelli sulle utenze). Anche i singoli dipendenti peraltro stanno affrontando una situazione molto variabile, con spese aumentate da una parte e risparmi dall’altra. Le naturali oscillazioni nei capitoli di spesa saranno certamente tante a causa dell’emergenza e solo alla fine si potrà trarre un vero bilancio.

Abbiamo ribadito la richiesta di favorire operazioni di beneficenza e aiuto volontario da parte dei dipendenti e anche dell’Istituto. Ci riserviamo di organizzare come sindacato ulteriori iniziative per rispondere all'esigenza di solidarietà espressa dai lavoratori.

L’amministrazione ha annunciato una bozza di verbale e una nuova convocazione specifica per lunedì. L’incontro è stato convocato per oggi pomeriggio, in webmeeting.

Per martedì è stato convocato, come chiesto dalla FLC CGIL durante la riunione del 23, un incontro con gli RLS di Roma.

Mercoledì 29 si terrà un nuovo incontro sulla cosiddetta “fase due”. A nostra richiesta il direttore generale ha specificato che il 4 maggio non succederà nulla di particolare e che l’eventuale riapertura sarà un percorso graduale e prudente.

Le decisioni saranno prese comunque a livello centrale e poi applicate caso per caso agli uffici territoriali, tenendo conto delle differenti situazioni.

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