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ISTAT Appello della comunità scientifica per la salvaguardia e il rilancio della statistica pubblica

Il disegno di legge Finanziaria 2003 predisposto dal Governo prevede, oltre al blocco delle assunzioni, una rilevante riduzione dei finanziamenti per tutto il sistema della ricerca pubblica.

05/11/2002
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- Al Presidente del Consiglio dei Ministri

- Al Ministro dell'Economia e Finanza

- Al Ministro della Funzione Pubblica

- Ai Gruppi parlamentari

APPELLO DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICAPER LA SALVAGUARDIA E IL RILANCIO DELLA STATISTICA PUBBLICA

Il disegno di legge Finanziaria 2003 predisposto dal Governo prevede, oltre al blocco delle assunzioni, una rilevante riduzione dei finanziamenti per tutto il sistema della ricerca pubblica. In contraddizione con le promesse fin qui fatte, ancora una volta dobbiamo constatare che non si riconosce la ricerca come fattore imprescindibile di sviluppo e di progresso.

In questo quadro, particolarmente pesante è il taglio alle risorse assegnate all'Istituto Nazionale di Statistica. Infatti, la Finanziaria 2003 assegna all’Istituto fondi per circa 114 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno di 162 milioni e di uno stanziamento di 150 milioni ricevuti per il 2002. La riduzione è del 30% sul fabbisogno 2003 e di circa il 25% rispetto al 2002. Il consiglio dell'ISTAT non ha potuto approvare il bilancio preventivo per il 2003 ed è a rischio la stessa attuazione del Programma Statistico Nazionale.

Questo incredibile taglio avviene quando in tutte le società moderne e sviluppate la disponibilità di informazioni statistiche è considerata un fattore indispensabile per l’attività di governance. In questi ultimi anni, attraverso numerosi regolamenti comunitari, l'UE ha assegnato agli istituti nazionali di statistica il compito di garantire la fornitura di indicatori armonizzati su cui basare l'integrazione delle politiche. Non solo i noti indicatori legati al Patto di Stabilità o quelli per la ripartizione dei Fondi Strutturali ma ormai anche la politica del lavoro, in seguito al trattato di Amsterdam e al Consiglio di Lisbona, deve trovare precisi riscontri quantitativi negli indicatori prodotti dalla statistica ufficiale. E’ veramente paradossale, quindi, che mentre la Commissione Europea, il Consiglio Europeo, il Parlamento Europeo, gli stessi Governi nazionali richiedono continuamente nuova, migliore e più tempestiva informazione statistica, il Governo italiano riduca drasticamente il proprio impegno finanziario.

La tabella allegata evidenzia chiaramente la debolezza del sistema statistico italiano rispetto agli altri paesi membri dell’UE: oltre ad avere il più basso numero di addetti in relazione alla popolazione registriamo anche il più basso investimento complessivo come quota sul PIL. Ciononostante, in questi anni la statistica italiana, e l’ISTAT in particolare, hanno compiuto progressi importanti, ampliando la quantità e la qualità delle informazioni messe a disposizioni dei cittadini e delle istituzioni e conquistandosi un ruolo di primo piano nel panorama statistico europeo. Ora si rischia un drastico ridimensionamento: le indagini tradizionali bisognose di revisione non saranno migliorate e le nuove rilevazioni progettate per soddisfare le esigenze emergenti degli utilizzatori verranno bloccate sul nascere.

I sottoscritti docenti universitari, ricercatori e tecnologi degli Enti Pubblici di Ricerca, operatori della statistica pubblica e utenti professionali, allarmati per il permanere di una forte sottovalutazione e diffidenza verso la cultura e la ricerca statistica, riaffermano la centralità della statistica ufficiale, autonoma, pubblica, indipendente e accessibile a tutti, garante della correttezza metodologica dei dati prodotti all’interno del Sistema statistico nazionale e della loro comparabilità a livello internazionale. La statistica ufficiale garantisce un immenso patrimonio di informazioni imparziali e condivise dalle istituzioni, dai cittadini e dagli operatori economici: in tal modo consente una reale dialettica democratica. I tagli proposti rischiano proprio di mettere in pericolo questo ruolo fondamentale.

A tutte le forze politiche presenti in Parlamento chiediamo l’impegno ad emendare la finanziaria nel corso dell’iter parlamentare, riconoscendo all’Istituto Nazionale di Statistica le risorse necessarie per continuare e sviluppare la sua fondamentale attività istituzionale.

E’ possibile aderire all’appello firmando il modulo predisposto o inviando un messaggio di posta elettronica, specificando nome e cognome, qualifica, Ente o università di appartenenza ad uno dei seguenti indirizzi: garofalo@istat.it, martelli@istat.it

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