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ISTAT: a viale Liegi incontro sulla sede e gli appalti

Resoconto della riunione del 18 novembre 2019

19/11/2019
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Lunedì 18 novembre 2019 si è svolto un incontro tra amministrazione, RSU di Roma e organizzazioni sindacali sulla sede di viale Liegi e la situazione degli appalti (facility management e mense).

Per l’amministrazione erano presenti il direttore generale, il prossimo direttore della DCAP Cerasoli, il dirigente del servizio AST Tabarro e la dottoressa Pietrantonio. Prima della conclusione è intervenuto anche il presidente Blangiardo.

SEDE DI VIALE LIEGI

La RSU e le organizzazioni sindacali hanno fatto presenti le richieste dei dipendenti, originate dalle ultime assemblee di sede:

  • Una definizione chiara sulla tempistica dei lavori in corso
  • La risoluzione dei problemi della connessione wi-fi
  • La sostituzione delle numerose sedie rotte e non a norma
  • La possibilità di personalizzare (accendere/spegnere) l’impianto di condizionamento
  • L’apposizione di para-spifferi per evitare che l’aria dei condizionatori sia direzionata sui colleghi
  • Un miglioramento della gestione della raccolta differenziata, anche attraverso una campagna di sensibilizzazione
  • La fornitura di sacchetti compostabili nei cestini dei bagni
  • La sostituzione delle etichette deteriorate sui cestini dei rifiuti nelle stanze
  • La possibilità di fruire di spazi “ricreativi”, docce e per deposito di biciclette pieghevoli (anche al di fuori del “tornello”)
  • L’installazione di un gazebo sulla terrazza
  • L’assegnazione di una stanza al piano terra come sala ristoro
  • Una corretta manutenzione dei bagni, a partire dalle cassette di scarico e dai filtri dei rubinetti
  • La risoluzione dei problemi della mensa (rumorosità, mancanza di acqua calda, piatti di plastica, personale sottodimensionato, mancanza di regolari controlli)
  • Una soluzione definitiva ai problemi di orario dei colleghi per la giornata di chiusura “emergenziale” lo scorso 24 giugno.

E’ emerso che a causa di dimenticanze nella programmazione dei lavori che hanno causato un ritardo di circa 20 giorni, l’Istat, per non rischiare di pagare una penale alla ditta, potrebbe predisporre l’inizio dei lavori su metà del 4° piano, con l’altra metà occupata da lavoratori.

Abbiamo detto che è una soluzione inaccettabile, contraria a quanto prospettato e promesso dall’amministrazione in precedenza e quindi chiesto di predisporre un’alternativa, e di far partire immediatamente lo smartworking che – come si è dimostrato ad esempio all’Invalsi – risulta particolarmente utile per non fermare le attività in questi contesti.

Negli attuali lavori sono stati inclusi solo i rifacimenti degli impianti, per cui non saranno ristrutturati né i bagni, né lo spazio della mensa.

Nonostante la prospettiva della sede unica, non vanno esclusi lavori di consolidamento e valorizzazione della sede, che attualmente non sono previsti ma che potranno essere progettati in seguito.

A conclusione dei lavori, sarà effettivamente disponibile spazio al piano terra, in particolare per la sala “ristoro”.

Per la rumorosità, il dirigente Cerasoli ha assicurato che dovrebbero essere rimasti in magazzino dei pannelli fonoassorbenti avanzati dalle installazioni fatte nelle mense di via Balbo e di via Tuscolana.

Tabarro ha detto che l’istituto ha acquisito 120 sedie ergonomiche: presto dovrebbero quindi essere fornite al personale che ne ha bisogno, in tutte le sedi.

Per i permessi privati relativamente al 24 giugno, Camisasca ha dichiarato la sua contrarietà a un’eccessiva rigidità e si è impegnato a cercare di risolvere i singoli casi prima della fine dell’anno.

Camisasca ha infine ribadito l’intenzione dell’amministrazione di far partire quanto prima la sperimentazione dello smartworking, al massimo a gennaio se non si riesce per dicembre. Come noto, i principali punti di contrasto tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione riguardano la limitazione ad alcune direzioni (secondo noi si dovrebbe estendere subito a tutti) e la sede di lavoro in modalità agile, che non deve e non può essere “fissa” come sostiene l’amministrazione.   

SEDE UNICA

Camisasca ha informato che il ricorso intentato contro lo studio che ha vinto la gara di progettazione del Provveditorato è stato respinto dal TAR, quindi si prosegue sulla strada “decisa da altri” della sede unica, ma nella fase tra la firma e la progettazione definitiva ci sarà spazio per suggerimenti, critiche e un confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

In ogni caso, siccome l’inaugurazione della sede unica “nella migliore delle ipotesi” avverrà tra 5/6 anni, nel frattempo occorre ovviamente curare le attuali sedi.

APPALTO MENSE

Innanzitutto come FLC abbiamo fatto notare che non è stata data alcuna informativa rispetto alla pubblicazione della gara per la gestione delle mense delle sedi romane, nonostante le ripetute richieste del sindacato e della RSU.

Il 6 dicembre scadono i termini per presentare le offerte.

Per la FLC si deve partire da due princìpi, validi per tutti gli appalti: la qualità del lavoro e la qualità del servizio.

Per quanto riguarda la qualità del lavoro, non basta aver previsto la clausola sociale nel capitolato. Servirà – come dimostra l’attuale gestione – un continuo monitoraggio da parte dell’amministrazione sul rispetto delle regole.

Abbiamo apprezzato alcune novità presenti nel capitolato di gara per cercare di tutelare la qualità dei prodotti, come le specifiche sull’”utilizzo di piatti in porcellana e/o posate in acciaio” e comunque materiale biodegradabile in sostituzione. Ottima novità l’accoglimento della proposta della FLC CGIL di consentire il recupero e la distribuzione a organizzazioni non lucrative a fini di beneficenza del cibo non somministrato.

La qualità dei prodotti (di marca, biologici, IGP, DOC, ecc.) in alcuni casi non si traduce in indicatori misurabili, per cui speriamo siano effettivamente tenuti in considerazione. Nessuna attenzione specifica è stata posta sulla stagionalità dei cibi, se non un richiamo molto generico.

Sono previsti punteggi per i menù giornalieri gluten free e lattosio free (2 punti ciascuno) e 1 punto per il menu bisettimanale alternativo a basso contenuto di Fodmap, ma non sono previsti punteggi per la fornitura di specifici prodotti alimentari per lavoratrici e lavoratori con altri tipi di allergie/intolleranze o con diete derivanti da scelte etiche o religiose.

Per quanto riguarda l’uso della plastica, è stato confermato che sono in arrivo (prima di natale) le borracce targate “ISTAT” per tutti i colleghi.

La ditta dovrà fornire brocche per l'acqua erogata dai distributori Istat. A richiesta dovrà fornire ai dipendenti "bicchieri monouso”, non necessariamente biodegradabili. Dispiace che i bicchieri in vetro biodegradabili siano previsti solo per il bar.

Abbiamo fatto presente l’importanza di un comitato mensa rinnovato e presente nelle sedi interessate.

L’amministrazione ha dichiarato di voler partire con la costituzione del comitato mensa anche prima dell’aggiudicazione, anche se poi sarà operativo solo con la nuova convenzione.

In merito al capitolato, rimandiamo alle nostre proposte del 4 febbraio 2019 e alla nostra nota del 10 maggio 2019 di commento alla bozza predisposta dall'amministrazione.

APPALTO FACILITY MANAGEMENT (PULIZIE E FACCHINAGGIO)

L’amministrazione ha specificato di avere provveduto all’aggiudicazione provvisoria. Sono in corso le verifiche previste dalla normativa (Agenzia delle entrate, Antimafia, ANAC, ecc.).

Proprio in virtù dei principi già enunciati sopra, la FLC CGIL ha chiesto che nell’attuale fase di aggiudicazione sia massimo il livello di attenzione dell’Istat sul rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori interessati. Si sta peraltro procedendo all’”accorpamento” dei servizi di pulizia e facchinaggio, con il rischio di consentire alla ditta aggiudicatrice “trucchetti” per abbassare i livelli contrattuali e retributivi dei lavoratori.

Sui corretti pagamenti da parte dell’attuale ditta, Tabarro ha specificato che al momento non risultano irregolarità.

SEDE CENTRALE 

I lavori a via Balbo 16 per l’aula magna e l’ingresso rischiano di sovrapporsi, creando un problema di sicurezza ulteriore rispetto all’attuale sovraffollamento (senza contare i malfunzionamenti degli ascensori negli scorsi giorni).

Cerasoli ha sostenuto che – a causa di dimenticanze del Provveditorato ai lavori pubblici – i lavori dell’aula magna non partiranno prima di gennaio 2020. A nostra richiesta è stato chiarito che l’accordo con l’Inail per l’utilizzo della sala del “parlamentino” a via IV Novembre prevede che l’Istat paghi per ogni singolo evento.

I lavori a via Depretis 74 sarebbero fermi a causa di un ricorso rispetto all’aggiudicazione effettuata dal Provveditorato.

Su richiesta della RSU, è stato chiarito ancora una volta che la “stanza RSU” nel seminterrato di via Balbo 16 non è agibile perché manca il condizionamento, che sarebbe previsto nei lavori che il Provveditorato dovrà fare nella sede.

Dopo ripetute richieste, il direttore generale ha quindi assicurato di avere firmato la richiesta di “manifestazione di interesse” per una nuova sede al centro, che doveva essere pubblicata già da oltre una settimana. Dovrebbe uscire quindi sulla stampa nei prossimi giorni.

Dovrebbe essere convocata una specifica riunione di aggiornamento su tutte le questioni riguardanti i lavori e la sicurezza.

PIAZZA MARCONI

Cerasoli ha confermato che è in corso il monitoraggio sul ricambio d’aria stanza per stanza e che spera di avere i risultati prima del 28 novembre, data della riunione periodica con gli RLS.

RIORGANIZZAZIONE E MOBILITA'

Su nostra richiesta, il direttore generale e il presidente hanno assicurato che nella fase attuale solo poche unità di personale saranno “spostate” per assicurare un “appostamento minimo” presso le nuove direzioni di “valorizzazione” (DVSS e DVSE).

Prima del 2 dicembre quindi si procederà all’assegnazione “in automatico” di tutto il personale secondo le attuali attività, mantenendo le attuali postazioni e sedi di ciascun collega. Solo successivamente si procederà dapprima a una call dedicata alle direzioni DCPT, DVSS e DVSE, quindi a una mobilità volontaria generale, dopo un confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

Il presidente Blangiardo ha sottolineato come si sia proceduto a cambiamenti “non esagerati”, cercando “il consenso di tutti”.

Sia chiaro quindi che non accetteremo eventuali spostamenti di struttura e/o di sede con la scusa della mini-riorganizzazione, se non con il consenso da parte delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

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