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ISTAT: a giorni comincia lo svuotamento della sede di via Depretis 77

Le organizzazioni sindacali chiedono di usare criteri trasparenti

24/06/2019
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Il 20 giugno, nella seconda parte dell'incontro tra sindacati e amministrazione, si è svolto il confronto sui criteri della mobilità dalla sede di via Depretis 77, come richiesto dalla FLC CGIL.

Il Consiglio dell'Istat ha recepito le proposte sindacali e ha dato mandato al Direttore generale di aprire la procedura per la ricerca di una nuova sede “effettuando propedeuticamente la verifica della disponibilità in locazione passiva di immobili ubicati nella zona “centrale” della città e nelle immediate vicinanze della Stazione ferroviaria Roma Termini”, considerando quindi il trasferimento dei lavoratori dalla sede di via Depretis 77 temporaneo.

Si tratta di un risultato frutto delle interlocuzioni degli scorsi mesi, che non era scontato solo due mesi fa, quando la proposta portata in Consiglio prevedeva la chiusura della sede di via Depretis e il trasferimento di tutto il personale a via Tuscolana in via permanente.

Parallelamente il Consiglio ha dato mandato all'amministrazione di valutare un investimento maggiore nelle sedi di proprietà e di aggiornare il piano di razionalizzazione delle sedi nella seconda parte dell’anno. 

Sulla base del “piano di riallocazione” inviato dall’amministrazione in bozza alle organizzazioni sindacali precedentemnte, la FLC CGIL ha chiesto di attivare il confronto, ai sensi dell'art. 6 del CCNL 2016/2018, sui criteri che dovranno guidare gli spostamenti temporanei attuali dalla sede di via Depretis. Anche sulla scorta dell’assemblea unitaria di martedì 18 giugno abbiamo quindi premesso che, condividendo la nota della RSU di Roma, crediamo sia fondamentale minimizzare i disagi: reperendo più postazioni a via Balbo, anche sfruttando stanze dei direttori ad oggi vuote o molto ampie e la stanza del seminario; prevedendo la possibilità di allocare alcune persone nella sede di piazza Marconi, oltre che a Tuscolana e Liegi;  attivando subito lo smart working.

La delegazione sindacale ha chiesto nuovamente di cancellare le chiusure forzate di ferragosto.

Per quanto riguarda i criteri abbiamo chiesto di utilizzare solo come ultimo quello dell’“unitarietà delle strutture”: è anzi fondamentale che i servizi non rimangano tutti in una sede, perché questa soluzione non solo aumenterebbe la discriminazione tra i lavoratori, ma avrebbe come effetto la possibilità di rendere permanente uno spostamento che si vuole provvisorio.

I criteri per decidere chi deve restare, oltre alle tutele di legge (nelle quali abbiamo chiesto di includere chi ha figli minori di 3 anni come era stato fatto nel 2016), devono essere trasparenti, oggettivi, unici per tutto il personale coinvolto, partendo dal tempo di percorrenza, ulteriori disagi certificati, la presenza di figli anche maggiori di 3 anni. Questi criteri saranno utili anche per i possibili rientri nel polo centrale, dei quali si era già parlato nelle precedenti riunioni, in caso di postazioni liberate grazie al telelavoro o a cessazioni.

L'amministrazione si è impegnata a produrre una bozza di verbale del confronto avvenuto, ovvero delle posizioni sindacali, visto che da parte della delegazione dell'Istat non sono venute proposte diverse o più specifiche di quelle vaghe già presenti nel documento inviato in bozza ai sindacati. Nei prossimi giorni sarà quindi reso noto un nuovo documento, che conterrà i criteri definitivi. I trasferimenti partiranno subito dopo, anche se non è detto che i lavori partiranno effettivamente il 1° agosto come inizialmente preventivato.

Sulla possibilità di includere piazza Marconi fra le sedi dove trasferire il personale in uscita da via Depretis il direttore generale ha mostrato forti perplessità, facendo riferimento ai disagi della sede (proprio in questi giorni ci sono stati malfunzionamenti anche gravi dei condizionatori). Abbiamo insistito: in una chiave di trasferimento temporaneo e di pochissime persone ci sembra una soluzione praticabile e di poco impatto.

Per la ricerca della nuova sede in centro, già la prossima settimana il direttore generale incontrerà il Demanio, velocizzando la procedura.

Sulle postazioni in più a via Balbo, pur comunicando che l'amministrazione sta facendo tutti gli sforzi possibili, il direttore generale ha negato la possibilità di poter utilizzare il seminario, perché servirà al gruppo che si occuperà della revisione dei collegi elettorali. Non ha risposto sulle stanze dei direttori. A via Balbo inoltre dovrebbero partire altri lavori, rendendo difficoltosa la ricerca di postazioni.

A proposito della navetta con viale Liegi, sarebbero iniziati i contatti necessari, ma prima di settembre è impensabile che parta.

Sullo smart working l'amministrazione ha fatto capire che potrebbe partire da una sperimentazione proprio sui lavoratori trasferiti dalla sede di via Depretis 77.

Abbiamo chiarito che non può essere una scusa per ritardarne l'estensione a tutto il personale. Peraltro le chiusure previste per i lavori della metro A e di alcune tratte ferroviarie (Roma - Cassino) comporteranno disagi diffusi.

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