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Riorganizzazione dell'informatica all'ISTAT: primo incontro con il nuovo direttore

E' presto per fare valutazioni definitive, continueremo a monitorare

23/01/2014
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Dopo la richiesta della FLC CGIL e di altre organizzazioni sindacali, si è svolto questo pomeriggio un incontro tra una delegazione dell'amministrazione, composta dal direttore generale ad interim Paolo Weber e dal nuovo direttore della DCIT (direzione dell'informatica) Francesco Castanò, e le delegazioni sindacali.

La FLC CGIL ha chiesto chiarimenti in merito alle finalità del questionario di autovalutazione inviato ai lavoratori della direzione informatica. Il questionario è arrivato ai lavoratori in modo intempestivo, dando luogo a preoccupazioni sulle motivazioni e a una decisa volontà di capire il quadro in cui è stato stato pensato. Molti infatti sono stati i colleghi che non hanno restituito il questionario compilato.

A proposito poi del progetto di change management dell'Istituto iniziato con l'audit del 2010, abbiamo evidenziato come la riorganizzazione dei processi sia una necessità ampiamente condivisa anche dai lavoratori grazie ai quali, nonostante le rilevanti difficoltà di contesto, l'informatica si è affermata negli anni all'interno dell'Istituto come un'attività core
Ciò che è rilevante rispetto al progetto di change management è comprendere quali siano le sue ricadute operative per i lavoratori in termini di organizzazione del lavoro e di valorizzazione professionale. In altri termini, quali obiettivi di trasformazione dei servizi e dei processi e, soprattutto, attraverso quali strategie e strumenti. Questi gli elementi minimi necessari per valutare le scelte che l'Istat si appresta a compiere sul settore informatico e dunque per conoscere davvero in quale scenario si collocherebbe il questionario di autovalutazione inviato ai colleghi Dcit. 
Come l'Istat ha già sperimentato con rilevante sperpero di know how e risorse finanziarie, l'outsourcing non è la risposta alle carenze organizzative e alle necessità di innalzare i livelli di servizio offerti, e alla luce delle esperienze già compiute queste scelte troveranno la determinata opposizione della Flc Cgil.
A questo proposito desta perplessità la gara da 10 milioni di euro che si prepara per quest'anno, pochi giorni fa inserita nell'avviso indicativo presente sul sito dell'Istat, relativa a "System integration".

Il dottor Castanò ha ripercorso la genesi del questionario inviato ai dipendenti, che ha varie finalità: dare informazioni sulle competenze esistenti al nuovo direttore per capire lo stato dell'arte, avere informazioni su come cambiare al meglio i processi adattandoli alle novità tecnologiche, dare la possibilità ai lavoratori di esprimere orientamenti per competenze da acquisire, per migliorare progetti di formazione specialistica. Ha ammesso che sarebbe stato più opportuno, per non dare luogo alle preoccupazioni dei dipendenti, organizzare riunioni preventive di gruppi di unità operative, come poi ha fatto e sta facendo.

Il direttore ha quindi affermato di non avere nessuna intenzione di esternalizzare l'informatica all'Istat, che sarebbe assurdo avendo l'Istat 200 informatici nella direzione e altri sparsi nei dipartimenti di produzione. L'outsourcing potrebbe riguardare singoli task, con lo scopo di portare le competenze all'interno. Un obiettivo potrebbe essere la costruzione di un private cloud, che permetterebbe una maggiore efficienza, ma nessuna esternalizzazione. L'intenzione è di approvvigionarsi di attività a basso valore aggiunto, per migliorare la competenza interna e governare i processi.

Sulla gara prevista per quest'anno con il titolo "System integration", il dottor Castanò ha specificato che i 10 milioni (base d'asta) previsti sono distribuiti su tre anni e che la gara è un "accordo quadro", sostitutivo di numerosi piccoli appalti. Questo accordo dovrebbe portare a un risparmio dei costi di gestione e ad aumentare tempestività e qualità dei servizi.

Abbiamo quindi ribadito che il coinvolgimento dei lavoratori, al fine di ristrutturare i processi organizzativi, è una chiave necessaria e abbiamo avanzato la richiesta di poter avere accesso alla documentazione di analisi scaturita dal progetto di change management, per poter realmente conoscere nel merito la vicenda e le sue implicazioni.

La FLC CGIL continuerà a monitorare insieme ai lavoratori la questione, in attesa della documentazione richiesta e riservandosi di valutare nel loro concreto proporsi le scelte operative che il nuovo Direttore Dcit vorrà adottare. Per quanto riguarda la compilazione del questionario, riteniamo sia propedeutica un'informazione più dettagliata sugli obiettivi del change management, sui risultati fin qui raggiunti e su come verranno utilizzate le informazioni raccolte all'interno di questo scenario.

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