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Conto terzi all'ISTAT: discussione sul regolamento

Dopo il verbale firmato a dicembre, si quantificano le risorse

03/03/2016
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Mercoledì 2 marzo si è svolto un confronto tra amministrazione e organizzazioni sindacali sulla bozza di regolamento del conto terzi.

Si tratta di un'importante novità, chiesta da anni dalle organizzazioni sindacali. E' importante per vari motivi. Oltre alle risorse che questa modalità può portare al personale infatti il regolamento deve servire a dare chiarezza al quadro procedurale e contabile dei progetti e delle responsabilità di chi li gestisce.

Il regolamento in termini di contabilizzazione delle risorse finanziarie stabilisce alcuni punti. Il primo è la quantificazione, ove non esplicitati nell’atto negoziale, dei "costi marginali" nella misura dell 5% dei costi diretti. Il secondo è quello dei proventi, calcolati come differenza tra quanto effettivamente riscosso e quanto speso in costi diretti e marginali. La tabella relativa ai progetti completati nel 2015 darebbe luogo in questo modo a 228.669,12 euro di proventi, di cui il 50%, secondo il regolamento, si può inserire nei fondi del salario accessorio (come stabilito dal verbale di concertazione del 22 dicembre 2015): 114.334,06 euro. L’altra metà servirebbe a coprire le spese generali in capo al progetto.

La FLC CGIL ha esplicitato alcune osservazioni puntuali alla bozza di regolamento:

1) Ambito di applicazione (cioè quali progetti possono afferire al conto terzi): gli articoli 2 e 3 possono apparire in parte contraddittori con il rischio di generare una eccessiva selettività.

2) Non è stato fatto un ragionamento sull'articolo 43 comma 3 della legge 449 del 1997 e su eventuali altre convenzioni da includere tra le fonti  utilizzabili per incrementare con risorse variabili il fondo del salario accessorio.

3) La procedura prevista dall'articolo 6 non è del tutto chiara. Servirà in ogni caso una modulistica ad hoc.

4) Le percentuali massime previste nell'articolo 7 per i singoli dipendenti (30% dell'impegno lavorativo annuo, 20% della retribuzione lorda complessiva) potrebbero risultare in alcuni casi vincoli troppo stringenti. Abbiamo sottolineato che tali percentuali non possono diventare un impedimento per pagare su fondi di progetto lavoratori a tempo determinato. Abbiamo chiarito che l'attuale "moratoria" su nuovi ingressi a tempo determinato è certamente un punto fermo da mantenere e che il regolamento sul conto terzi non deve quindi diventare il "via libera" all'ingresso di nuovi precari (ma non sembra che l'amministrazione abbia questa intenzione). Questo non vuol dire che non potranno essere usati i fondi di progetti futuri per eventuali necessarie proroghe degli attuali lavoratori precari. La percentuale massima di impegno lavorativo quindi non deve riguardare i lavoratori a termine i cui stipendi dovessero essere pagati interamente sul fondo del progetto stesso.

5) Sui coefficienti da utilizzare per la ripartizione del fondo di incentivazione, se è comprensibile una diversa attribuzione al responsabile non è chiara la motivazione della differenza di "coefficiente" tra I-III e IV-VIII. La motivazione sarebbe, secondo l'amministrazione, la possibilità - riservata ai soli IV-VIII - di essere retribuiti anche attraverso le "ore di progetto". Ci pare comunque sbagliata questa differenziazione e semmai potrebbe essere risolta destinando gran parte delle risorse al fondo del salario accessorio dei IV-VIII. In ogni caso abbiamo proposto di cancellare l'articolo 11 della bozza di regolamento e rimandare  la definizione di eventuali coefficienti del fondo di incentivazione alla contrattazione integrativa.

6) Abbiamo fatto notare che nella tabella relativa al 2015 ci sono pochi progetti. La risposta è che sono stati scartati quelli senza "proventi". Abbiamo chiesto di avere un elenco completo, se non altro per trasparenza.

Il problema principale è quello dei tempi. Il direttore generale ha illustrato il seguente iter. La bozza di regolamento con la relativa tabella sul 2015 sarà portata nei prossimi giorni ai revisori, se approvata sarà inviata al consiglio. Il collegio dei revisori dovrà quindi approvare la parte economica sul 2015 e anche definire se sia necessario, come sostenuto dall'ufficio legale, il passaggio successivo in DPCM. Questa ultima questione è ovviamente quella decisiva: abbiamo ribadito che non è necessario alcun DPCM e il direttore generale, su questo punto, ha convenuto, rinviando però la valutazione al collegio dei revisori.

Durante l'incontro sono emersi aggiornamenti su altre questioni. Segnaliamo le più significative:

Il Collegio dei revisori è stato ufficialmente nominato.

- Il bando del concorso riservato previsto dal DL 101/2013 (Decreto D'Alia) è stato riformulato e sarà oggetto di un incontro dedicato con le organizzazioni sindacali prima dell'uscita.

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