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ISTAT, concorsi del 2011: il caos regna sovrano

Dopo la nota della FLC CGIL e la raccolta firme dei precari, rinviate ancora le date a settembre

23/05/2014
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L’ISTAT, in vista della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 6 giugno prossimo, si accinge a prevedere un doppio percorso per i concorsi di III livello banditi con delibera del 28 dicembre 2011, con un ulteriore rinvio dell’uscita delle date per quello da tecnologo, a causa delle dimissioni dei membri della commissione, e, al contrario, la fissazione delle date delle prove scritte per quello da ricercatore.

La FLC CGIL ha scritto ieri mattina al presidente Golini e, per conoscenza, al direttore generale Weber, per esporre le proprie motivazioni, già peraltro discusse al tavolo di contrattazione di martedì 20 maggio. Nella comunicazione si annuncia anche l'invio nei prossimi giorni di una nota al Ministro della Funzione Pubblica in parte attinente agli stessi temi, ma che riguarderà la programmazione del censimento permanente,  come esso si interseca con la costruzione di un percorso di stabilizzazione, al rapporto tra questo percorso e l'applicazione all'Istat del DL D'Alia.

Il rinvio del concorso da tecnologo è la necessaria conseguenza delle dimissioni di tutti i membri della commissione d’esame, dopo mesi di grandi difficoltà nell’esercizio della propria funzione. 

Le date delle prove scritte dei concorsi in oggetto sono state già rinviate 7 volte: il 25 maggio 2012, poi il 21 settembre 2012, quindi il 14 dicembre 2012 e ancora il 22 febbraio 2013, di nuovo il 27 giugno 2013, un’altra volta il 30 ottobre 2013 e infine il 4 febbraio 2014.

In questi tre anni di rinvii sono intervenuti come noto importanti cambiamenti legislativi, sia concernenti la possibilità di utilizzo dei fondi derivanti dal turnover, estremamente ridotti, sia da modifiche alle modalità di reclutamento nella Pubblica Amministrazione, ovvero al D. Lgs. 165/2001, da ultimo attraverso il DL 101/2013.

Crediamo sia opportuno non diversificare i due percorsi, e di allinearne lo svolgimento, attraverso innanzitutto un rinvio a settembre per l’uscita delle date delle prove di entrambi i concorsi, dando il tempo all’Istituto di trovare con certezza una soluzione che non metta a rischio l’intero processo. 

Certamente desta preoccupazione l’iter che seguirà, cioè la costituzione di una nuova commissione, che dovrà ricominciare dall’inizio il percorso di valutazione dei titoli dei candidati, con un ulteriore slittamento dei tempi di espletamento delle procedure ed una ulteriore drammatica divaricazione tra il momento in cui il concorso è stato bandito e quello in cui è stato espletato. 
Ma non è questa la maggiore criticità. Non vorremmo si arrivi ad una condizione per cui il concorso da tecnologo dovesse essere ritirato ed immediatamente bandito di nuovo, creando un doppio canale, in cui in un caso, quello per il profilo di ricercatore, si porterebbe avanti un concorso bandito nel 2011, con i requisiti fermi a quella data e alla normativa del tempo, mentre per il profilo di tecnologo si avvierebbe una procedura aggiornata, sia per quanto concerne requisiti e titoli, sia, inevitabilmente per quanto concerne il rispetto del quadro normativo e finanziario. Si tratta di uno scenario, con pesanti profili di ingiustizia, iniquità e disparità di trattamento fra candidati, in base al profilo professionale, per un percorso di reclutamento originato dallo stesso piano di fabbisogno (2009/2011), dalla stessa richiesta e conseguente autorizzazione a bandire. 

Nel pomeriggio del 22 maggio si è svolta quindi un'affollata assemblea del personale, organizzata dal coordinamento dei precari, che ha proposto di annullare i concorsi banditi nel 2011 per bandirne altri in sostituzione, che siano almeno aggiornati ad oggi, prevedendo nei punteggi la valorizzazione del personale "interno", sottoinquadrato e precario, peraltro rispettando i dettami e la logica complessiva del DL 101/2013. E' un segnale importante di maturità che dal coordinamento dei precari, finora impegnato a chiedere unicamente l'annullamento dei concorsi, sia arrivata la consapevolezza che un concorso pubblico, ad oggi, può essere sostituito solo da un altro concorso pubblico in assenza di norme speciali.

L'assemblea ha interloquito con il dr. Weber, direttore generale ad interim, esponendo le proprie ragioni. Non è arrivata una risposta soddisfacente, nemmeno sull'ipotesi di rinvio alla gazzetta ufficiale di settembre per arrivare a una decisione complessiva sui due concorsi (da tecnologo e ricercatore). Secondo il direttore generale sembra essere rilevante che le procedure concorsuali terminino entro febbraio/marzo 2015. Si tratta di una condizione da una parte improbabile, viste le estreme difficoltà relative al concorso da tecnologo e i contenziosi che potrebbero insorgere su quello da ricercatore, dall'altra "tecnicamente" falsa. Nell'utilizzo del turnover non è al momento prevedibile alcunché. Ricordiamo che ancora attendiamo l'autorizzazione per il 2011.

Eppure la Flc Cgil ha chiarito oltre a quanto già detto e scritto, che la difficoltà su questa tornata concorsuale è in primis dell'amministrazione e sia il sindacato che i lavoratori precari offrono piena disponibilità a rivedere rapidamente da capo una nuova procedura. Questa disponibilità e questo impegno per un nuovo bando che sia aggiornato alla normativa vigente e mantenga gli stessi obiettivi generali di quello precedente deve essere colta dall'Istat come una occasione per "salvare" un concorso che, al di là della sua obsolescenza, rischia di essere l'ennesimo punto di blocco dell'amministrazione Istat, a rischio di continue impasse interne e probabili ricorsi esterni. I bandi usciti a dicembre 2011 contenevano da subito evidenti errori, alcuni dei quali sono la ragione delle dimissioni di massa della commissione di concorso da III tecnologo. Quando la Flc Cgil lo segnalò a suo tempo, si rispose che i problemi si sarebbero "risolti" in via informale, e con ciò ci immaginiamo si alludesse alla possibilità che le commissioni d'esame superassero con interpretazioni fantasiose alcune evidenti incongruenze. Ma la vicenda sembra essere andata in un'altra direzione.

Rimandare la pubblicazione delle date delle prove da ricercatore, allineare le due procedure per evitare ulteriori abusi, iniquità e occasioni di ricorso, cogliere l'apertura sindacale a garantire la costruzione rapida di un nuovo concorso che tenga conto di precari e sottoinquadrati: l'Istat può uscire da questa impasse a "impatto zero", senza cioè tornare su alcuna delle sue programmazioni, riconducendo allo stesso tempo a coerenza i vari provvedimenti in campo assunzionale che oggi sembrano non dialoganti tra loro e in alcuni casi in contraddizione. Ci auguriamo che tale occasione venga colta.

Nella settimana i precari hanno organizzato un presidio nella sede centrale dell’ISTAT, chiedendo soluzioni strutturali (stabilizzazioni) alla politica, anche intervenendo alla conferenza stampa del Rapporto annuale, nel pomeriggio del 27.

Il coordinamento precari ha organizzato una raccolta firme per chiedere di ribandire i concorsi al III livello indetti a dicembre 2011. La FLC CGIL ha invitato a firmare la petizione, che ha superato le 1.000 adesioni e sarà consegnata venerdì 30 pomeriggio.

Aggiornamento

Venerdì 6 giugno è uscito un nuovo rinvio alla Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2014, per entrambi i concorsi da III livello (tecnologo e ricercatore). 

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