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Codice etico dell'Istat: va ribaltata la logica

Incontro tra amministrazione e sindacati oggi 20 gennaio 2014

20/01/2014
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Si è svolta oggi pomeriggio una riunione tra le organizzazioni sindacali e la delegazione dell'amministrazione, sul codice etico da adottare all'Istat. Un incontro era stato richiesto fin dall'inizio dalla FLC CGIL, e, solo dopo le proteste seguite al "seminario" organizzato dall'Istat lo scorso 15 gennaio sul codice etico, è stato finalmente accordato per oggi.

Preliminarmente, la FLC CGIL ha ribadito la propria posizione, già sintetizzata nella nota inviata il 7 gennaio scorso insieme alle proposte puntuali di modifica. E' infatti la logica del testo che va completamente ribaltata. Non si può utilizzare come codice un regolamento adatto a 7 dirigenti amministrativi, salvo magari specificare le prerogative degli altri 2.300 dipendenti, fra i quali 882 tra ricercatori e tecnologi. Andrebbe al contrario adottato un codice che riguardi primariamente i lavoratori dell'Istituto, che in grande maggioranza svolgono attività metodologica, di produzione e diffusione statistica, attività tecnologica e di ricerca, specificando quindi le funzioni di supporto al "core" dell'ente, svolte dal settore amministrativo. Al contrario, la bozza proposta sembra ricalcata su una struttura ministeriale.

Dopo questa premessa, si è lungamento discusso sui singoli punti, partendo dalle proposte della FLC CGIL e delle altre organizzazioni sindacali, che tendevano a ribadire gli aspetti peculiari previsti dal nostro contratto nazionale e a dirimere alcuni pericolosi passaggi ambigui e generalizzanti presenti nel documento. Abbiamo inoltre invitato nuovamente l'amministrazione a sciogliere il "nodo" della dirigenza, che include in alcuni atti anche i capiservizio e i dirigenti degli uffici territoriali, in altri no.

Oltre alle proposte già presentate in forma scritta, abbiamo chiesto di abrogare il comma 7 dell'articolo 12, che impone al dipendente dell'Istat di parlare a mezzo stampa solo dopo l'accordo del suo dirigente e dell'ufficio stampa dell'ente. Già il comma 6 è infatti sufficiente a chiarire che, nel caso in cui non sia stato incaricato direttamente dall'Istat, il dipendente che parlasse con organi di informazione debba specificare di esprimere opinioni personali e di non rappresentare quindi l'opinione dell'Istituto.

Abbiamo inoltre proposto di inserire nel codice, elencandone le prerogative e il ruolo, il Comitato Scientifico dell'Istat, organo previsto dal contratto nazionale e mai costituito, nonostante le ripetute richieste.

Il responsabile anticorruzione ha già esaminato le proposte inviate dagli stakeholder​ e ne avrebbe già vagliato la congruità, sottoponendo una ulteriore bozza all'OIV per il parere previsto. La delegazione dell'amministrazione si è impegnata, nella persona del direttore generale, a trasmettere un documento al responsabile anticorruzione che ripropone tutte le modifiche proposte dai sindacati, per un'approvazione finale del codice etico da parte del Consiglio d'Istituto.

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