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Presidio al Senato contro la manovra finanziaria

Assemblea esterna (cod. 350)

23/08/2011
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Domani, mercoledì 24 agosto si terrà un importante presidio della Cgil Roma e Lazio a partire dalle ore 9 nel piazzale antistante il Senato della Repubblica contro la manovra economica finanziaria del Governo. L'iniziativa si svolge in raccordo alla Cgil nazionale, è un primo ma importantissimo appuntamento di un percorso che ovviamente vedrà iniziative sia di categoria che di tutta la confederazione. L'assemblea esterna con codice 350 è per l'intera giornata.


Questa la prima reazione della Flc nelle dichiarazioni del Segretario Generale Domenico Pantaleo:

"Occorre immediatamente reagire contro una manovra finanziaria che colpisce solo i lavoratori e i pensionati ed invece non chiede nulla ai ceti più ricchi.

Con le norme di Sacconi su contratti e art. 18 si cancellano anni di conquiste di civiltà nel lavoro. Nel pubblico impiego dopo il blocco dei contratti e degli stipendi con la manovra adesso si congelano per due anni le liquidazioni e si minaccia di non pagare le tredicesime. Tra i provvedimenti ingiusti sulle pensioni, si estende anche alla scuola la finestra di uscita per i pensionamenti che significherà 12 mesi in più di lavoro. I tagli pesantissimi su Regioni ed enti locali avranno effetti disastrosi sul sistema d'istruzione già devastato dai tagli epocali del duo Gelmini-Tremonti. Per non parlare del ricatto ignobile tra immissioni in ruolo nella scuola e riduzione dei salari per i precari stabilizzati che alla luce della manovra risulta ancora più inaccettabile.

Ora basta! La crisi deve pagarla chi ha accumulato in questi anni enormi ricchezze, rendendo questo Paesi tra i i più disuguali d'Europa. Metteremo in campo risposte di lotta durissime fino alla richiesta dello sciopero generale per cacciare un Governo moralmente impresentabile che scarica tutte le proprie responsabilità sui ceti popolari, non mette in campo misure a sostegno della crescita e approfitta della crisi per colpire duramente la dignità e i diritti dei lavoratori pubblici e privati."


Di seguito, il comunicato stampa di commento alla manovra il comunicato stampa della CGIL Roma e Lazio.
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COMUNICATO STAMPA

La Cgil di Roma e del Lazio scendera' in piazza mercoledì 24 agosto in un presidio organizzato in raccordo con la Cgil nazionale contro la manovra economica varata dal Governo. "Mercoledì 24 c.m., a partire dalle ore 9 - spiega Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio - manifesteremo di fronte al Senato per ribadire il nostro no a una manovra-cataclisma che mettera' il nostro Paese in ginocchio sacrificandolo a logiche e interessi contrari a quelli della maggior parte dei cittadini e aprendo la strada alla sua disgregazione economica e sociale". "Questa manovra - continua - e' ingiusta, iniqua, taglia i servizi pubblici e il sociale, continua a colpire i pensionati, i lavoratori, i precari. In una parola: a negare i diritti. Occorrerebbe invece lanciare una seria lotta all'evasione fiscale, decidere la patrimoniale (chi ha di più' paga di più', chi ha di meno, paga di meno), riparlare di sviluppo e di un piano per il lavoro". "Nel Lazio - precisa - la situazione e' drammatica: i dipendenti pubblici vedono ridotti i propri redditi, ai precari non viene assicurata la stabilizzazione mentre a causa della crisi cresce la cassa integrazione e aumentano i licenziamenti. A tutto questo si aggiungono gli effetti, devastanti, dei tagli agli enti locali: nel triennio 2012/2014 verranno tagliati 570 milioni di euro ai comuni del Lazio (la meta' dei quali al Comune di Roma), 230 milioni alle Province (i 2/3 dei quali alla Provincia di Roma) e 1 miliardo alla Regione Lazio. Occorre dunque impedire che cio' si trasformi in una nuova contrazione della qualita' e della quantita' dei servizi e in maggiori tasse tenendo presente che il Lazio e' gia' notoriamente la regione più' tassata d'Italia". "Sono questi i motivi - conclude - che ci spingono a mobilitarci e il presidio di mercoledì prossimo sara' una prima iniziativa di protesta per cambiare il segno economico e sociale dei provvedimenti del Governo".

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