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Almaviva: solidarietà dai lavoratori dell'Istat

Basta con gli appalti al massimo ribasso!

19/10/2016
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Tanti lavoratori dei call center Almaviva in questi anni hanno lavorato per l’Istat e sono stati seguiti e formati da nostri colleghi. Sono vari gli appalti in corso – ad oggi per circa 2 milioni di euro - che Almaviva ha vinto con l’Ente per indagini telefoniche di tipo sociale e economico.

Anche se chi lavora per conto dell’Istituto Nazionale di Statistica rimarrà a lavorare a Roma, siamo stati comunque particolarmente colpiti da quanto appreso dagli organi di informazione negli scorsi giorni. La società ha deciso di portare all’estero una parte delle attività di Almaviva Contact, lasciando senza lavoro una grande parte dei dipendenti di Roma e Napoli. In queste ore si aggiungono altre notizie di chiusure e trasferimenti forzati dalla sede di Palermo.

Esprimiamo la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori a rischio licenziamento.

Licenziare 2.500 persone, non rispettare accordi sindacali firmati solo pochi mesi fa e delocalizzare i propri centri all’estero sono scelte aziendali irresponsabili da parte della società Almaviva.

Riteniamo peraltro che – soprattutto nel settore pubblico – debba prevalere la logica della “responsabilità sociale” negli appalti: su questo si concentra uno dei tre referendum contro il Jobs Act sui quali la CGIL ha raccolto oltre un milione di firme.

E’ necessario che gli appalti pubblici prevedano clausole di tutela delle condizioni salariali e contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori, che sia ripristinato un sistema di vigilanza del rispetto delle regole, che al cambio di appalto vengano mantenuti i rapporti di lavoro precedenti e che il principio della “libera concorrenza” non scavalchi le leggi e la dignità delle persone.

Troppo spesso le gare che si sono svolte negli ultimi anni all’Istat nel settore del facchinaggio, delle mense, della vigilanza e delle pulizie, pur scegliendo il principio dell’”offerta economicamente più vantaggiosa” e non quello del “massimo ribasso”, hanno avuto come esito l’abbassamento dei diritti e dei salari dei lavoratori.

L’Istituto Nazionale di Statistica dovrebbe impegnarsi con le organizzazioni sindacali dei settori interessati, attraverso un protocollo sugli appalti, affinché siano garantite condizioni dignitose del lavoro, nell’interesse stesso dell’ente e della qualità dei dati che produciamo per il Paese, soprattutto per il settore delle telecomunicazioni.

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